Disturbi visivi, screening ai bimbi delle materne comunali

Il progetto è rivolto ad una settantina di piccoli degli istituti di Gavirate, Oltrona e Voltorre

Avarie

A decidere saranno mamma e papà, che presto verranno raggiunti da una comunicazione del Comune per decidere se vogliono far visitare gratuitamente gli occhi dei propri piccoli in età prescolare.
L’obiettivo è quello di combattere l’ambliopia, meglio nota come “occhio pigro”.

Con questo termine si intende la riduzione visiva di un occhio – più raramente entrambi – dovuta da uno sviluppo anomalo delle connessioni tra occhio e cervello dovuta ad una non adeguata stimolazione.

In sostanza accade che un occhio, pure essendo apparentemente normale, non viene usato perché il cervello preferisce collegarsi con l’altro. E così può accadere che un bambino che non mostra difficoltà a vedere alla lavagna o a fare i compiti, sia in realtà quasi cieco da una parte.

Così nei giorni scorsi è stato presentato il “Progetto Elisa” a cui il Comune di Gavirate aderisce, che consisterà appunto in una visita oculistica destinata ai bimbi delle scuole materne di Gavirate, Voltorre e Oltrona al lago che verrà effettuata nei primi 15 giorni di febbraio. Lo screening precoce ritarderà circa una settantina di bambini.

LA DIAGNOSI – Oggi, grazie alle nuove tecnologie, è possibile diagnosticare precocemente l’ambliopia, più comunemente conosciuta come occhio pigro (che ogni anno colpisce mediamente il 3% dei nuovi nati, portando a cecità monoculare) così come altri importanti difetti di vista, intervenendo in tempo per curarli.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dice che l’ambliopia rappresenta una delle principali cause di deficit visivo nell’infanzia e nei giovani al di sotto dei 20 anni. A causa di questa mancanza di prevenzione il 35% dei bambini che frequentano attualmente la scuola portano gli occhiali da vista e spesso manifestano anche difficoltà nell’apprendimento scolastico che potrebbero essere ricondotte a disturbi della vista.

IL PROGETTO ELISA – Progetto Elisa per la diagnosi precoce dell’ambliopia
e che prevede screening visivi gratuiti rivolti a bambini in tenera età (10-22 mesi). Grazie a questi controlli è possibile intercettare in tempo importanti problematiche della vista che potranno trovare una positiva soluzione proprio grazie alla diagnosi precoce. Lo screening oculistico in età pediatrica assume una notevole importanza permettendo di evidenziare patologie che passerebbero inosservate, in rapporto all’età dei piccoli pazienti.
Un intervento terapeutico precoce, nella cura di parecchie affezioni oculari, permette di evitare che l’eventuale patologia in atto possa provocare danni irreversibili sulla funzionalità visiva del piccolo. Proprio nei primissimi anni di vita si sviluppa, infatti, la funzione visiva ed è in questo periodo che vanno evidenziate e, per quanto possibile, rimosse le cause che possano turbare tale sviluppo. Soprattutto nel caso del cosiddetto “occhio pigro” è fondamentale una diagnosi precoce, in quanto le possibilità di recupero dell’occhio ambliopico mediante apposita terapia decrescono in maniera proporzionale all’età del soggetto.

PERCHE’ SI CHIAMA COSI’ – Il progetto prende il nome da Elisa Raimondi, una bambina (ora dovremmo dire una ragazza) che nel 2007 ha scritto una favoletta, poi divenuta libro, dal titolo Anche le principesse portano gli occhiali, dedicata a tutti i bambini che, come lei, devono indossare lenti magiche per poter continuare a vedere il mondo a colori.
Prendendo spunto la libro di Elisa, è nato un progetto che da lei prende il nome e che vuole occuparsi di diffondere la cultura della prevenzione visiva precoce.
(fonte: www.progettoelisa.it)

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Pubblicato il 16 gennaio 2018
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