Due lavori di Giacomo Vanetti alla collettiva Some-body to Love

La mostra curata da Claudio Composti vuole riflettere sul tema dell’amore inteso nel senso più vero del termine, come massima espressione del desiderio attraverso il corpo

Arte - Mostre

Anche il varesino Giacomo Vanetti sarà presente tra gli artisti selezionati per la mostra Some-body to love, collettiva sul tema dell’amore inteso nel senso più vero del termine, come massima espressione del desiderio attraverso il corpo. Passionale, solitario, romantico, mercenario. Ma cos’è amore? Il titolo gioca sul doppio significato di Some-body, inteso sia come “qualcuno da amare” che “qualche corpo da amare”.

La mostra, a Milano in via Malaga 4 da martedì 30 gennaio, è curata da Claudio Composti, gallerista cresciuto negli anni 70 nella storica Galleria Franco Toselli giocando con artisti come Boetti, Merz, Paladino, che con il collezionista Vincenzo Maccarone ha fondato e dirige a Milano la galleria Mc2 Gallery.

Vanetti presenta due lavori: il primo è la prova d’artista di A LIGHT SO DIM, progetto composto da sei Polaroid stampate digitalmente e montate con una versione personalizzata della tecnica Diasec inventata nel 1969. Il Secondo è una stampa su pellicola litografica, realizzata con una macchina fotografica stereoscopica, da guardare attraverso un visore 3D analogico, dall’installazione DEATH OF A PARTY.

Gli amanti dell’arte più attenti si ricorderanno di aver visto A LIGHT SO DIM esposta al Castello di Masnago in occasione della mostra Catalogo interiore del contemporaneo. Il corpo e il luogo.

Nella serie il soggetto, nudo femminile, si muove disorientato perché cieco alla ricerca di una fonte di luce, divenendo luce egli stesso. La luce è in nodo del rapporto che l’artista vuole stringere tra opera e spettatore, inizialmente ingannato dal diverso grado di rifrazione del plexiglas e poi invitato a muoversi intorno all’opera stessa per svelare l’originale e la sua proiezione.

La seconda opera è un particolare dell’installazione DEATH OF A PARTY presentata in occasione delle personali Unrest (Milano 2016) e Unrest Redux (Palermo 2017). Lo spettatore è invitato a guardare attraverso un visore 3D analogico: su uno sfondo luminescente e surreale che altro non è che polvere si mostrano quattro corpi nudi. Una molteplicità fallace perché creata tramite la sovrapposizione dei negativi in fase di stampa, tanto carnale quanto metafisica.

Oltre a Giacomo Vanetti la mostra include autori che hanno ritratto nelle loro opere il tema del corpo e dell’amore carnale o sessuale, attraverso la fotografia, il collage o la pittura. Artisti: Michael Ackerman, Araki, Silvia Argiolas, Francesca Belgioioso, Gianluigi Colin, Vanni Cuoghi, Antoine D’Agata, Tiziano Doria, Gianpiero Fanuli, Francesca Galliani, Nadav Kander, Maurizio Montagna, Benjamin Mouly, Giuliano Sale, Noè Sendas, Jacob Aue Sobol, Melissa Steckbauer, Eva Stenram, Lady Tarin, Toni Thorimbert, Giacomo Vanetti.

SOME-BODY TO LOVE
a cura di Claudio Composti
galleria Mc2 Gallery
via Malaga 4 Milano
Inaugurazione martedi 30 Gennaio 2018 ore 18.30
Termine mostra 23 Febbraio 2018
www.giacomovanetti.com

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Pubblicato il 26 gennaio 2018
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