Falò della Boldrini, cosa è successo in piazza a Busto

Giovedì sera in occasione della giobia in piazza a Busto si è acceso un fantoccio con le sembianze di Laura Boldrini ed è scoppiata la polemica

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Ormai il pupazzo di Laura Boldrini che è stato acceso giovedì sera nel centro di Busto Arsizio in occasione della giobia si è spento. Ma le polemiche divampano più che mai. Ecco dunque tutto quello che c’è da sapere sul “Caso Boldrini”

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Con la giobia "brucia" Laura Boldrini 4 di 8

COS’E’ SUCCESSO IN PIAZZA

Giovedì 25 gennaio in occasione della Giobia, una festa popolare che prevede di bruciare un fantoccio per salutare l’inverno e dare il benvenuto alla primavera, i giovani padani di Busto Arsizio hanno preparato un pupazzo con la faccia di Laura Boldrini. La Presidente della Camera è stata rappresentata a bordo di una nave battezzata “Costa Discordia” pronta ad effettuare il “viaggio della risorsa”. La data della partenza è fissata per il prossimo 4 marzo (il giorno delle elezioni, ndr), la destinazione è l’Africa e al timone c’è Francesco Schettino, il comandante della nave da crociera che naufragò nel 2012 causando 32 morti.

Come da tradizione è stato il sindaco di Busto Arsizio ad accendere tutte le giobie presenti in piazza, anche quella che rappresentava la quarta carica dello Stato.

LA SPIEGAZIONE

Sia il sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, che il segretario cittadino della Lega, Francesco Speroni, hanno cercato di minimizzare la vicenda. Il primo cittadino ha sostenuto che «chi critica non conosce la tradizione della giobia» la cui storia negli ultimi anni si è intrecciata con quella della satira politica. «A Busto la giobia è una via di mezzo con il carnevale», ha detto.

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Il sindaco Antonelli mentre accende il pupazzo di Laura Boldrini

Speroni invece ha posto la questione su un piano più politico dicendo che «l’episodio è stato strumentalizzato da chi, giocando sulla mancata conoscenza di chi è esterno alla città, ha voluto speculare trasformando un momento di festa popolare in evento di lotta politico-elettorale». Nel frattempo comunque ogni riferimento alla giobia di quest’anno è sparito dai social dei giovani padani di Busto Arsizio.

I PRECEDENTI

Ma è vero che in occasione della Giobia si bruciano fantocci che rappresentano esponenti politici? In effetti sì. Negli ultimi anni Matteo Renzi è stato dato in pasto alle fiamme tre volte, Elsa Fornero due e poi a seguire tutti i principali attori della politica italiana, da Mario Monti a Paolo Gentiloni, passando anche per Maria Elena Boschi, Antonio Di Pietro e Pierferdinando Casini. Qui trovate una galleria fotografia con alcuni scatti delle giobie degli scorsi anni.

In ogni caso la giobia a Busto Arsizio viene usata sia come critica politica ma anche come celebrazione. Nel 2016, alla fine del secondo mandato di Gigi Farioli, venne realizzata una enorme statua a sua immagine. E fu lui stesso ad accenderla.

Brucia la gioeubia a Busto Arsizio

LE REAZIONI

La vicenda, comunque, non è passata inosservata e ha acceso la polemica politica. La stessa Laura Boldrini è intervenuta scrivendo in un post su Facebook che “le parole d’odio non sono mai solo parole, ma si trasformano in gesti deprecabili e possono innescare una spirale ancora più pericolosa”. Un messaggio che continua esortando il leader leghista: “È arrivato il momento che Matteo Salvini chieda scusa. Non a me, non ne sarebbe capace. Ma almeno ai cittadini di Busto Arsizio e a tutti gli italiani per la pessima figura che sta facendo fare al nostro Paese”.

I vertici dei giovani padani hanno promesso di “emanare provvedimenti disciplinari verso i responsabili” mentre lo stesso Matteo Salvini in un’intervista a Radio Popolare si è dissociato da quando accaduto.

Solidarietà alla Presidente della Camera è comunque arrivata da più parti. Pietro Grasso, il candidato premier di Liberi e Uguali, ha commentato già giovedì sera dicendo: “Non ho parole per descrivere il disgusto provato nel vedere le immagini di Busto Arsizio”. I segretari varesini di CGIL, CISL e UIL hanno posto l’accento su “gli inaccettabili toni di intolleranza, in particolare in questo momento dove sono ancor più necessari da parte di tutte le forze politiche e le istituzioni”.  Una solidarietà che è arrivata anche da alcuni esponenti del centrodestra, come Raffaele Cattaneo, che ha invitato a “non derubricare questo episodio come una ragazzata”.

Nel corso della giornata anche il PD ha commentato la vicenda, puntando il dito direttamente Matteo Salvini: “Salvini potrà anche prendere le distanze dai giovani leghisti -si legge in un post su Facebook- ma l’ispiratore di certe derive resta comunque lui, i suoi toni, le sue parole cariche di rancore“.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 26 gennaio 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Sinceramente tra le varie pagliacciate a cui la Lega ci ha abituati questa mi sembra la più innocua e goliardica.
    Altresì mi sarei aspettato una polemica forte dopo le parole pronunciate da Salvini ad incidente TreNord ancora da delinearsi. Oltre al solito sciacallaggio politico pro-elettorale sulle spalle dei pendolari morti e feriti è stato fatta una ennesima campagna elettorale basata su fake news cercando di addossare le responsabilità al governo centrale quando sappiamo tutti da chi è gestita TreNord ed RFI (abbiamo tanto di foto del governatore Maroni in tenuta Verde).

    La polemica invece è scoppiata sull’avviso automatico emesso dal sito che usava un linguaggio troppo ufficiale ed anonimo. Forse gli italiani non sanno più riconoscere le cose importanti dalle facezie e gli ultimi accadimenti lo stanno dimostrando.

  2. apetraccone
    Scritto da apetraccone

    si…si… la giöbia, la tradizione, chi è esterno non la conosce… solo giustificazioni, scuse… se ci si sente dalla parte della ragione non ci si giustifica… è chiaramente un gesto forte, polictico… per me una cialtronata!… e coloro che l’han fatto o che giustificano minimizzando, sono cialtroni della politica che non sanno fare se non offendere e usare mezzi alternativi all’intelligenza…

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