Ferno e Samarate ricordano i “cinque martiri”

Venerdì e sabato la commemorazione dei cinque partigiani caduti nel gennaio del 1945. Alla sera spettacolo-concerto

Ferno generica generiche

Il paese di Ferno – insieme a Samarate – ricorda con diverse iniziative l’eccidio dei “cinque martiri”, i cinque partigiani uccisi dai fascisti in paese, pochi mesi prima della fine della guerra.

La sera del 5 gennaio è prevista la Santa messa nella chiesa parrocchiale di Ferno, alle 18.30.

Il 6 gennaio alle 8.30 sarà celebrata la Santa Messa a Verghera di Samarate (luogo di origine di alcuni dei partigiani caduti), mentre alle 10.00 ci sarà la commemorazione ufficiale al municipio di Ferno in via Roma 51, con l’intervento delle autorità, delle scuole e dell’avvocato Riccardo Conte di Anpi Varese. Partecipano anche le associazioni d’arma, le bande musicali di Verghera e Ferno, la corale “Beata Giuliana”, i sindacati, le associazioni e le storiche cooperative di Ferno e Verghera.

Alla sera del 6 gennaio, poi, la Cooperativa San Martino propone,  nella propria sede, lo spettacolo di Luca Macciacchini dal titolo “Oltre il Ponte” (in via Mazzini,16 alle ore 21:15).

«Un’ antologia di brani che descrivono le lotte, la passione, la tenacia e le vittorie del popolo della resistenza; con qualche accenno a brani cronologicamente “posteriori” ma che continuano il filone della pace e di un no secco alla guerra come strumento di risoluzione dei conflitti» spiega Paolo Favrin, presidente delle storica cooperativa fernese.

Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con Anpi di Ferno-Lonate Pozzolo, Anpi Samarate Verghera, Anpi Provinciale, Spi Cgil Varese.

I “cinque martiri” si chiamavano Nino Locarno, Silvano Fantin, Dante Pozzi, Claudio Magnoli e Paolo Salemi, erano partigiani della Prima Brigata Lombarda della Montagna, originari di Ferno e Samarate. Furono sorpresi dai fascisti alla cascina Brabbia, allora quasi isolata ai margini del paese, dove oggi sorge la scuola elementare.
La brigata guidata dal fernese Antonio Jelmini (“Fagno”), operativa in montagna e sulle due sponde del Ticino, ha avuto nei due anni di guerra partigiana dieci caduti e quindici feriti.«Alla data della liberazione – ricorda l’Anpi di Gallarate sul suo sito – erano in forza alla 1ª brigata lombarda 164 uomini, per 11 dei quali la militanza partigiana decorreva dal settembre 1943. La maggioranza dei militanti della brigata aveva meno di 20 anni alla data dell’8 settembre, solo 11 superavano i 30 anni».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 gennaio 2018
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