Filosofarti “chiama” la città e non solo: “Sostenete l’edizione 2018”

La mancanza di contributi dal Comune ospitante e da Regione mettono in difficoltà il festival, che si basa sul volontariato culturale ma deve far fronte anche ai costi

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Un festival che va avanti da 14 anni, che ha la sua forza nel volontariato culturale e nella rete di associazioni, ma che ha bisogno anche di risorse per far fronte ai costi. E quest’anno – dopo il forfait del Comune di Gallarate e la mancanza del contributo della Regione – Filosofarti lancia un nuovo appello alla città e a tutto il pubblico affezionato (dalla Lombardia e non solo). Obbiettivo-base: 5mila euro da raccogliere con la piattaforma di Fundraising.

Negli ultimi anni Filosofarti ha avuto un successo crescente – sale strapiene, tanti eventi diversi, una rete sempre più ampia – ma ha dovuto fare i conti con sempre maggiori costi e minori contributi. Tanto che gli organizzatori sono stati costretti ad annunciare, venerdì scorso, la decisione di introdurre un biglietto d’ingresso (ancorché accessibile, 5 euro) per gli eventi più frequentati., vale a dire gli incontri con Galimberti, Massimo Recalcati e Gad Lerner.

«Negli ultimi sette anni sempre c’è stato un contributo dell’amministrazione comunale, di diversa entità, negli ultimi due anni anche da Regione Lombardia» ricorda Cristina Boracchi. Salvo che quest’anno: da un lato il taglio del contributo comunale, dall’altro il riconoscimento di Regione Lombardia che però ha esaurito i fondi specifici (anche se l’edizione 2018 di Filosofarti era stata ammessa alla graduatoria: la Regione ha anche inserito il festival dell’Anno della Cultura Lombarda).

«A novembre abbiamo saputo della mancanza del contributo regionale, abbiamo rivisto il programma e ridotto in parte il numero degli eventi». Ma per mantenere la qualità serve il sostegno anche economico. «Dietro tutto questo c’è una struttura di volontariato culturale, un impegno a costo zero, ma bisogna far fronte ai costi per le sale, i relatori, la stampa»

Quest’anno il festival è sostenuto dalle amministrazioni di Busto Arsizio, Arsago Seprio, Cardano al Campo e Besnate, che mettono a disposizione spazi (sale, teatri, ecc) o  si fanno carico di specifici eventi. Oltre ai Comuni, c’è poi l’impegno di «tante realtà culturali che ci sostengono promuovendo singoli eventi o facendosi carico dei costi di alcuni eventi», tra cui anche due Ordini professionali (architetti e psicologi).

E ora viene riporposto l’appello ai sostenitori: «Sul sito www.filosofarti.it/sostienici c’è la possibilità di fare donazioni a step dai dieci euro a salire» spiega l’architetto Marco Colnago, uno dei volontari che costruiscono il festival. In cambio dei contributi sono disponibili anche gadget come matite, t-shirt realizzate da Yamamay, quaderni. «Il budget prefissato di 5mila euro, puramente indicativo: ne servirebbero molti di più, almeno il doppio». Per gli organizzatori il crowdfunding garantisce la sicurezza delle risorse prima di avviare l’edizione 2018. Sarà comunque possibile donare anche durante le serate del festival, anche in questo caso con gadget a ricordo (tra cui le primule, divenute un piccolo simbolo).

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Marco Colnago, don Alberto Dell’Orto, Cristina Boracchi e Francesca Rigolio

Quest’anno incontri, lezioni magistrali, spettacoli teatrali ruoteranno intorno al tema “Paideia – educare”, declinato in mille forme. Il tutto portato avanti attraverso quel confronto a tutto campo (tra impostazioni culturali e politiche diverse) che è rivendicato come «metodo per costruire la polis, una polis dialogante»

Il programma, come sempre molto ampio, sarà presentato tra qualche settimana, comprese alcune novità (alcuni eventi a Varese, l’adesione del presidente della Commissione Antimafia della Regione). Protagoniste anche questanno saranno le scuole: «Fin dal mese di ottobre sono arrivate prenotazioni, sia dalle elementare per Teatro del Buratto, dalle medie, da diversi licei della provincia» spiega Francesca Rigolio, altra volontaria del festival. Ma abbiamo anche un istituto di Milano per la Apologia di Socrate con la compagnia Carlo Rivolta. Su questo spettacolo c’è stato un interesse tale che abbiamo dovuto aggiungere una quarta replica».

«Una proposta qualificatissima» aggiunge don Alberto Dell’Orto, del Teatro delle Arti che è il punto di riferimento da cui è partita l’esperienza. Che oggi fa parte della «esperienza di vita» di tanti, in città e non solo.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 15 gennaio 2018
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