Rubate le lampade votive storiche al cimitero

Sono stati rubati numerosi manufatti da tombe d'inizio Novecento: furto mirato? Le famiglie: "L'abbiamo saputo solo da conoscenti"

Furto lampade votive Gallarate

Razzìa di lampade votive storiche al cimitero monumentale di viale Milano a Gallarate: almeno una quindicina di tombe di famiglie gallaratesi sono state violate per rubare le lampade votive in bronzo, pregevoli pezzi d’artigianato risalenti a fine Ottocento o inizio Novecento.

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L’episodio, stando alle testimonianze di alcuni frequentatori del cimitero, sarebbe avvenuto nella giornata di sabato, addirittura in orario diurno, probabilmente con l’uso di un automezzo entrato fin dentro al cimitero: il peso complessivo di lampade e fregi asportati è infatti significativo. La Polizia Locale ritiene però che l’episodio risalga alla notte precedente, mentre i movimenti di auto al sabato mattina sono da ricondursi a soli ingressi di veicoli per disabili autorizzati.

Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di tombe nella zona dell’esedra sul lato Sud-Ovest (a sinistra dell’ingresso), sepolcri più o meno monumentali che risalgono all’inizio del Novecento, di vago sapore Liberty. In alcuni casi abbandonate, ma nella stragrande maggioranza ancora curate. Al posto delle lampade votive sono rimasti solo gli allacciamenti della corrente per i lumini elettrici. Qualche altra tomba danneggiata si trova anche nella zona dell’esedra Nord-Est e all’angolo nord, dove si nota il tentativo di rimuovere (senza successo) le lampade montate su pesanti basamenti in pietra: si vede infatti la terra smossa di fresco e sparsa anche sulle lastre tombali.

«Noi l’abbiamo saputo per puro caso, incontrando un conoscente» spiega la signora Lorenza Bonomi, a cui è stata rubata una lampada dalla tomba di famiglia. «Mi chiedo perché nessuno abbia pensato di informare le famiglie che hanno tombe che hanno subìto un furto, visto che la Polizia Locale ha fatto anche un sopralluogo, da quel che ci hanno riferito».

«La Polizia Locale è intervenuta, abbiamo accertato il furto di pezzi funebri liberty primo Novecento, in orario notturno» conferma l’assessore alla sicurezza Francesca Caruso. Poi la segnalazione passa in questi casi al settore cimiteriale, ma evidentemente i tempi si sono allungati e di fatto le famiglie l’hanno scoperto (o lo stanno scoprendo) man mano con il passaparola.

Alcune delle famiglie che hanno subìto il furto hanno comunque  presentato o sono intenzionate a presentare denuncia ai carabinieri. È un semplice furto di bronzo da fondere o un furto su commissione? È curioso ad esempio che in molti casi, di fronte alla presenza di una coppia di manufatti, i ladri abbiano portata via una sola lampada, anziché rubarle entrambe. A maggio 2017 al cimitero era stata rubata anche un’opera d’arte, una testa in pietra dello scultore Adolfo Wildt, tra i più grandi maestri dell’arte cimiteriale nel Novecento. Ma certo in quel caso era riconoscibile come opera d’arte.

Anche la Polizia Locale ritiene comunque che possa trattarsi di «un furto mirato». Purtroppo le telecamere al cimitero non sono mai state attivate: è una questione emersa già in passato, erano state installate nel 2010, pare nel frattempo siano diventate obsolete e non si sia riuscite a “connetterle” con la videosorveglianza attuale (la questione era stata ri-sollevata nel 2015 da Giuseppe De Bernardi Martignoni, che allora era all’opposizione della giunta Guenzani e oggi è in maggioranza). Qualche immagine potrebbe invece venire da telecamere sulle vie intorno al cimitero, si vedrà.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2018
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