Per il Giorno della memoria il racconto di Vaifra “Lilli” Pesaro

La scrittrice Sara Magnoli accompagnerà Lilli, sfuggita alla Shoah, in un evento nella zona della Garfagnana

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Sabato 27 gennaio alle ore 11,15 in occasione della commemorazione del “Giorno della Memoria” il paese di Barga in Garfagnana organizza un incontro con la signora Vaifra “Lilli” Pesaro.

Saranno presenti il sindaco di Barga Marco Bonini, l’assessore alla cultura Giovanna Stefani, la dirigente scolastica dell’ISI Barga Catia Gonnella, Andrea Giannasi e la giornalista di Ferno Sara Magnoli, che ha raccontato la storia di Lilli in un libro scritto con la protagonista.

“Lilli” Pesaro è nata a Marsiglia nel 1938 da genitori italiani e dal 1943 al 1945 visse nascosta in una casa con altri undici parenti ebrei per sfuggire alle persecuzioni. Le leggi razziali del ’38 avevano già costretto la comunità ebraica italiana a vivere come sospesa, senza più diritti. Con l’8 settembre 1943, lo sfaldamento del Regno d’Italia e la nascita della Repubblica Sociale Italiana la situazione diventò drammatica. Nelle regioni del nord iniziò una crudele e sistematica caccia all’ebreo con tradimenti e assassinii. Il padre, Canzio Pesaro, nato a Livorno, era un ebreo e venne arrestato a Genova nel 1944 e condotto nel campo di sterminio di Auschwitz. Venne brutalmente assassinato da alcuni tedeschi in fuga il 19 gennaio del 1945 solamente pochi giorni prima della liberazione del campo ad opera delle truppe sovietiche. A riportare alla famiglia questo tragico destino fu l’amico di Canzio, Jakob Sturm figlio di un commerciante di stoffe e pellicce polacco che viveva a Milano.

Anche la madre di “Lilli” venne arrestata dalla polizia e consegnata alle SS a Genova. Cercavano la figlia ebrea ma riuscì ad evitare che la potessero trovare. Ammalatasi venne ricoverata in ospedale e nonostante la condanna già scritta riuscì ad evitare la deportazione in un campo di concentramento in Germania.

Solamente nel 2010, dopo 65 anni, “Lilli” è riuscita a visitare Auschwitz lasciando un fiore per il padre Canzio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2018
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