Il grande omaggio della Robur al “mito” Gianni Asti

Il club gialloblu custodirà premio con cui Asti - scomparso nel 2014 - è stato ammesso alla Hall of Fame. Tanti gli ex allievi presenti alla cerimonia

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Sono parecchie le figure che, in oltre un secolo di storia, hanno impresso il proprio marchio sul cammino della Robur et Fides, ma in pochissimi si sono legati ai colori gialloblu come è avvenuto per Gianni Asti.

Il mitico tecnico, scomparso nel febbraio 2014, è stato ricordato nei giorni scorsi proprio dalla Robur: la società di via Marzorati ha infatti ricevuto dalle mani della cugina di Asti, Simona Miroldi (e da Guido Saibene, marito di quest’ultima) il premio assegnato all’allenatore nel momento dell’ammissione alla Hall of Fame del basket italiano.

Un momento di festa tenutosi al Centro Campus al quale hanno partecipato molti ex allievi di “Giannino”: giocatori e allenatori che nel corso della propria carriera hanno ricevuto i preziosi consigli del nume tutelare della Robur.

La consegna del riconoscimento è stata il momento clou del 3° Memorial Gianni Asti (il torneo è stato vinto da Pallacanestro Varese davanti a PGC Cantù e Robur 2005) , ricordato anche dalle parole di Cesare Corti, storico dirigente del basket gialloblu: «Questo per la Robur et Fides è un momento significativo: fa piacere ricevere dalla signora Simona e da Guido Saibene il premio avuto dal nostro Gianni, perché lo stesso rimanga in custodia presso la nostra Società. La Robur e tutti i roburini hanno voluto bene a Gianni Asti ed hanno sempre riconosciuto in lui il miglior esponente uscito dalla nostra società nel campo del basket. Migliore degli altri per conoscenze e capacità tecniche messe in campo soprattutto nell’insegnamento, ed è bello che oggi siano presenti Aldo Ossola e Dodo Rusconi, forse gli esponenti più qualificati per avvalorare questa tesi. Ma migliore degli altri anche per la grandezza morale della sua figura: sempre misurato nei giudizi, sempre pacato nei comportamenti, sempre rispettoso degli avversari e degli arbitri, vero esempio di come si debba vivere nello sport e nella vita il fair-play».

Il nome e l’esempio di Asti restano capisaldi molto attuali nel mondo Robur: a lui sono intitolati sia il torneo appena disputato sia il premio assegnato ogni anno al miglior giovane del vivaio societario. «Gianni Asti – ha proseguito Corti – per oltre sessant’anni ha avuto nel cuore la sua Robur et Fides, orgoglioso che si distinguesse sui campi di basket per le vittorie sportive ma anche sempre attento che il comportamento di atleti, allenatori e dirigenti fornisse un’immagine positiva della società. Sono quindi convinto che dall’alto il nostro Giannino applaudirà all’iniziativa di Simona e Guido e assieme ai suoi maestri Vittorio Tracuzzi, Diego Roga e Rico Garbosi, ai nostri Dante Trombetta e Luigi Cavezzale e ai tanti amici della pallacanestro che non sono più con noi assisterà compiaciuto a questa cerimonia».

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 09 gennaio 2018
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