Incontro di dialogo interreligioso, il sindaco attacca gli organizzatori

Alla festa organizzata da Azione Cattolica e comunità musulmana. "Mi hanno detto che dovevo intervenire dal pubblico". E fa la conta dei bambini islamici. Monsignor Valagussa difende l'iniziativa

gallarate generico

Doveva essere Festa della Pace (e per i più lo è stato) ma invece si è trasformata in un’occasione di scontro. Da una parte il sindaco Andrea Cassani, dall’altra le comunità religiose – cattolica e musulmana – accusate sostanzialmente da Cassani di averlo “censurato”. Di parere opposto monsignor Ivano Valagussa, che difende l’iniziativa.

Scena: l’incontro tra i quattro rappresentanti di fedi e confessioni religiose. «Dopo i saluti istituzionali ai bambini presenti ho chiesto se fosse stato possibile partecipare al dibattito (riservato agli adulti), facendo un breve intervento» accusa il sindaco in un post Facebook. «Alla mia richiesta hanno risposto che “c’è un programma e non vogliamo stravolgerlo, può intervenire alla fine del dibattito nello spazio riservato alle domande del pubblico”».

Monsignor Valagussa non entra in polemica, spiega di non aver avuto un confronto diretto  («il sindaco ha parlato al popolo di Facebook»), ribadisce con forza il valore dell’iniziativa e  lo spazio di confonto aperto: «Nessuno avrebbe impedito un intervento nel corso del dibattito. Si ascolta, ci si confronta sulle posizioni che emergono».

Cassani ha anche criticato l’evento nel merito, polemizzando anche sul carattere interreligioso della giornata. «Qualche organizzatore, più che allarmarsi per un possibile intervento “controcorrente” del sindaco, si dovrebbe preoccupare del fatto che su ottanta bambini presenti alla festa (dedicata all’incontro tra bambini cattolici e musulmani) solo due erano quelli islamici. E le donne islamiche dov’erano?». Cassani ha anche chiesto ai bambini di alzare la mano per identificare il livello di partecipazione delle due comunità, cattolica e musulmana.

E anche nel merito Monsignor Valagussa ribadisce il valore dell’iniziativa: «L’Azione Cattolica ha invitato le comunità religiose, le famiglie, al momento dell’incontro interreligioso c’erano 250 persone. Un momento importante, per capire che contributo dare alla pace, che distanze ci sono. C’è un lavoro da fare che richiederà altri momenti, certamente. Eppure avviare un percorso è necessario, si parte anche dal piccolo: è uno spazio necessario, a Gallarate da oltre un anno non c’è occasione di confronto. Era una possibilità di dibattito tra le tre religioni, era rappresentata anche quella ebraica. Chiedo: si può lasciare alle religioni in città la possibilità di confrontarsi liberamente? Anche l’ambito istituzionale può accostarsi per ascoltare, per comprendere».

Cassani, nel suo post su Facebook, ha parlato di «una pesante eredità» della giornata, «la distanza enorme tra i propositi “politici” di chi parla di integrazione e multiculturalismo e la triste realtà in cui viviamo». Una posizione che ha ricevuto grande sostegno tra i follower della pagina del sindaco, in parte di solidarietà allo stesso Cassani in parte critiche verso la comunità islamica identificata con gli stranieri in generale («dopo il 4 marzo diamogli una bella sfoltita», suggerisce un commentatore).

Sulla pagina del sindaco, alcune persone dell’Azione Cattolica hanno anche tentato una difesa dell’iniziativa, ad esempio ricordando che alcune donne musulmane erano presenti e che una ragazza musulmana era anche tra gli organizzatori. La Festa della pace era organizzata insieme da ragazzi dell’Azione Cattolica e della comunità musulmana, che avevano intrapreso un percorso insieme nei mesi scorsi.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2018
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