Inquinamento, troppi giorni oltre i limiti

Ma la media annuale delle concentrazioni di Pm10 è in diminuzione: tutti i dati Arpa sulle cinque centraline in provincia

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Il risultato peggiore in Lombardia è quello di Cremona, seguita da Pavia. Ma anche Varese registra un dato d’inquinamento da polveri sottili oltre il limite previsto dalle norme italiane ed europee: 45 giorni in un anno oltre i 50 microgrammi/metro cubo, la soglia d’allarme fissata.

In provincia oltre la soglia sono anche tutte le altre città: Saronno (la centralina al Santuario ha registrato superamento per 67 giorni), Gallarate (68 giorni, centralina in piazza San Lorenzo), Busto (44 giorni, la centralina si trova però non in centro, ma in zona Accam), Ferno (54, centralina aeroportuale).

Tornando al dato lombardo, un tutti i capoluoghi lombardi, con la sola eccezione di Sondrio, è stato superato il limite previsto dalla normativa italiana ed europea (non più di 35 giorni sopra la soglia). Maglia nera a Cremona con 105, segue Pavia con 101, Milano 96, Lodi 90, Mantova 87, Monza 86, Brescia 81, Bergamo 70, Como 69, Varese 45, Lecco 43, Sondrio 22: sono questi i giorni di superamento di 50 microgrammi al metro cubo di PM10 registrati dalle stazioni di rilevamento di Arpa Lombardia al 31 dicembre 2017.

Rispetto al 2016, anno più favorevole dal punto di vista meteorologico specialmente per le città di pianura, a pesare sull’andamento del 2017 è stata soprattutto la siccità registrata nei mesi di gennaio e di ottobre, con precipitazioni cumulate mensili pari rispettivamente a 6 mm e 10 mm (ai minimi degli ultimi 10 anni). Nel 2016 i superamenti di soglia erano risultati 73 a Milano, 67 a Pavia, 66 a Brescia, 65 a Mantova, 64 a Cremona, 61 a Monza, 60 a Como, 53 a Bergamo, 52 a Lodi, 35 a Varese, 31 a Lecco e 24 a Sondrio. I dati di quest’anno sono invece maggiormente confrontabili a quelli del 2015, quando il numero di giorni di superamento della soglia a fine anno erano risultati rispettivamente 114 a Pavia, 102 a Milano, 92 a Cremona, 90 a Lodi, 88 a Monza, 84 a Brescia, 80 a Bergamo, 72 a Mantova, 64 a Como, 41 a Varese (comunque sotto il limite di 45 giorni che invece viene oggi superato), 35 a Sondrio e 32 a Lecco. Anche in quell’anno, le condizioni meteorologiche non avevano infatti aiutato, soprattutto nei mesi di novembre e dicembre, con un prolungato periodo di scarse precipitazioni. In quell’anno Busto Accam aveva registrato il superamento in 55 giorni, Saronno 66.

«Il trend rimane comunque positivo se confrontato su un periodo di tempo più lungo» spiegano da Arpa. «Infatti, se si considera ad esempio il dato del 2006 i giorni di superamento della soglia erano risultati rispettivamente pari a 162 a Lodi, 149 a Milano, 148 a Mantova, 146 a Brescia, 145 a Monza, 138 a Cremona e Sondrio, 113 a Pavia, 102 a Como, 90 a Bergamo, 83 a Lecco, 56 a Varese».

Diversa l’analisi del dato della media annuale delle concentrazioni di Pm10, che deve essere sotto i 40 µg/m3. Guardando i dati Arpa sottolina che «la media annuale è in forte miglioramento», al di là delle fluttuazioni tra un anno e l’altro. Le concentrazioni medie annue che a Milano si attestavano nel 2006 a 56 microgrammi al metro cubo e a 52 nel 2007, mentre la media dell’anno 2017 si è fermata nelle stazioni della città a valori tra 39 e 41 microgrammi (il limite di legge annuo è di 40 µg/m3, rispetto alla soglia sulla media giornaliera che è di 50, ndr). Quanto a Varese, la media delle concentrazioni nel 2017 è di 29 µg/mc, quindi ben sotto il livello massimo, mentre in passato si superava la soglia dei 30, anche se ad esempio nel 2014 si era riusciti a scendere a 25. Anche Busto e Saronno, con rispettivamente 28 e 35 µg/mc di dato medio annuo, riescono a stare sotto il limite di legge (che invece venivano abbondantemente superati nella prima metà degli anni Duemila). Gallarate chiude a una media di 32µg/mc, Ferno a 31.

«I dati – conclude Arpa guardando all’inter aLombardia – dimostrano ancora una volta come l’integrazione delle normative e delle azioni intraprese ai diversi livelli, da quello europeo e nazionale a quello regionale e locale, permette di conseguire risultati significativi sul medio-lungo periodo».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 02 gennaio 2018
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