Pochi iscritti e senza sede indipendente: l’Addolorata chiude

A un anno dalla notizia del suo trasloco, la primaria non formerà più la prima classe. La decisione presa a livello regionale. Alto il rischio anche per la Canziani: una nuova sede entro due anni

scuole primarie di varese

Prima spostata e poi chiusa. Il prossimo anno scolastico non sarà formata la prima classe della primaria Addolorata di Varese. La decisione è stata presa a livello regionale: nel piano di ridimensionamento 2018/2019 la scuola un tempo ospitata nello stabile della suore in via Bernardino Luini e ora accolta nelle classi della Mazzini non è più indicata. « Ho preso atto di quell’indicazione e ho dato disposizione di chiudere le iscrizioni che, al momento, erano per la verità molto esigue, circa 8» spiega il dirigente Giovanni Ballarini reggente del Comprensivo Don Rimordi.

Ma cosa è avvenuto? « Il problema è che per quella scuola non esisteva un futuro indipendente certo – commenta il dirigente dell’Ufficio scolastico Claudio Merletti – l’Addolorata ha lo stesso numero civico della Mazzini e, a livello organizzativo, non è una situazione legittimabile. Non essendoci un’alternativa possibile perché l’amministrazione comunale ha escluso una sede diversa per il futuro, si è deciso di procedere con il dimensionamento. La primaria Addolorata, quindi, proseguirà nelle altre classi, dalla seconda alla quinta, fino al suo completo esaurimento».

Gli atti bimbi iscritti ora verranno contattati e riorientati: « Alla Mazzini – assicura Ballarini – le iscrizioni stanno andando bene anche perché viene offerto il tempo pieno, con 40 ore settimanali».

La fine della primaria Addolorata fa pensare subito al futuro dell’altra primaria costretta a traslocare a causa dell’inabilità della sua sede: « Per la Canziani la situazione è differente – spiega Merletti – per questa scuola c’è una situazione di “coabitazione” su cui, però, è stata posta una scadenza: entro due anni la situazione dovrà cambiare, altrimenti anche questa primaria dovrà essere soppressa».

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Pubblicato il 29 gennaio 2018
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