L’antica cappelletta ospita l’opera di Cesare Biratoni

Prosegue il progetto KCC: la trasformazione di un antico luogo di culto in un contenitore artistico all'avanguardia

Avarie

Dopo il primo assaggio d’arte, che nel bimestre ottobre-novembre ha salutato l’opera di Carlo Buzzi, la cappella votiva di Castello Cabiaglio diviene ancora pretesto d’arte per salutare l’opera di Cesare Biratoni.

È un’arte caratterizzata dalla combinazione di frammenti e parti di immagini di recupero, trasformati in composizioni tenute insieme da segni e macchie di colore velocissimo leggero e delicato, dove forma e contenuto fanno a gara per mostrarsi.

Un lavoro in cui la pratica della pittura e del disegno partono da suggestioni, colte da un archivio che raccoglie immagini della storia personale dell’artista e che si configura come una sorta di deposito della memoria collettiva, da cui attingere per intrecciare continuamente nuove storie.

In KCC, Biratoni presenta un lavoro del 2015 in cui sembra riecheggiare il senso del luogo stesso; il dipinto su tela è la rappresentazione di un edificio – una casa minima e semplice – che emerge da un colore soffuso etereo e luminoso, che lo rende quasi una dimora mistica lontana e impalpabile, ma contemporaneamente presente nel tempo fermo della memoria, colta in una “prospettiva dei perdimenti” dal sapore leonardesco.

Scrive, sul progetto l’assessore Valentina Petter

KCC è un “artist-run space” situato in una cappella votiva risalente al XVI – XVII secolo. KCC è una finestra culturale, un luogo che vuole suggerire l’importanza della contingenza, dell’effimero, del momento unico e irripetibile, proponendo la precarietà e la leggerezza come valore.Le opere non sono soltanto ospitate in questo spazio ma entrano a farne parte, diventando una presenza che – subendo la contingenza del tempo – si fa assenza e dimenticanza, o, tuttalpiù, memoria. Realizzate appositamente per questo progetto – che si configura come una sorta “stazione” sperimentale” – vivranno di un loro tempo specifico, più o meno dilatato, potranno anche sovrapporsi una all’altra, alcune opere cambieranno, spariranno, altre si aggiungeranno, in un intreccio e minima stratificazione di senso, dialogando per assonanze o per opposizione a sottolineare differenze e inediti punti di vista.

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Pubblicato il 10 gennaio 2018
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