L’attesa infinita delle Officine FS. “Serve un altro morto perché si faccia qualcosa?”

Il sindaco Andrea Cassani poco fiducioso dopo l'incontro con la proprietà. "Devono mettere in sicurezza".

via Pacinotti Gallarate

Ci sono stati incendi, ci abitano persone (forse decine), c’è appena stato un morto. Ma il destino delle ex Officine FS di via Pacinotti a Gallarate, dismesse da oltre vent’anni, rimane ancora indefinito. Rinviato alle previsioni urbanistiche che rimangono sulla carta e ai “rattoppi” alla recinzione fatti di volta in volta.

«Qualche novità c’è, ma dire che sono fiducioso è troppo» sintetizza il sindaco Andrea Cassani, dopo il nuovo vertice in Prefettura tra Comune, FS e forze dell’ordine, a otto giorno dalla scoperta – tra i muri semidemoliti degli edifici – del cadavere di Gheorghe, senzatetto rumeno che aveva eletto a sua dimora quel luogo freddo e decrepito.

«Il rappresentante delle ferrovie – spiega il sindaco – ci ha detto che la proprietà è passata da RFI a Ferservizi: Ferservizi è una sorta di immobiliare del Gruppo FS, un mese fa ha fatto richiesta al MiBac perché valuti se gli immobili hanno un valore culturale e sono sottoposti a tutela». Le Officine risalgono infatti – almeno nel nucleo storico – al 1905, prime officine per i treni elettrici in tutta Italia (in tutta la penisola solo la linea Milano-Varese viaggiava con l’elettricità). «Ci si augura che la sovrintendenza dia una risposta in 3-4 mesi. In parte potrebbero essere demoliti, in parte valorizzati, in ogni caso alienazione».

via pacinotti gallarate 2011 officine fs
Il “capannone aggiustaggio”, parte dell’originario complesso del 1905

Fin qui il nodo della storicità o meno degli immobili, che potrebbe comunque rappresentare un incentivo o meno alla rigenerazione dell’area. Si riuscirà mai a vendere? Quali saranno le condizioni di FS? La risposta è tutt’altro che certa: il gruppo FS considera importanti, per i proprio bilanci, i valori delle aree in proprietà. Che siano “in pancia” al patrimonio – quindi valori solo sulla carta, messi a bilancio – o che si concretizzino in una vendita reale, FS tende a ragionare su tempi lunghi: lo sanno bene a Milano, dove ci sono voluti due decenni – più o meno – perché scali merci completamente in disuso vedessero un qualche accordo tra Comune e FS su volumetrie edificabili (sì: per farci soldi FS deve costrurci, il nodo è tutto lì).

Da qui si parte e su questo si scontrano i buoni propositi di Cassani (come già quelli della giunta Guenzani, che pure dal centrodestra veniva accusata di immobilismo). «La vendita non mi risolve il problema, alle condizioni attuali» dice il sindaco. «Ho ribadito che sono disponibile a venire incontro in ogni modo alle ferrovia, dal punto di vista urbanistico». La destinazione era già stata rivista nel Pgt ritoccato in era Guenzani, sulla carta le possibilità di sono: «Possono fare residenziale e commerciale, è esclusa la funzione produttiva. Ci facciano proposte. Ma che venga semplicemente messo in vendita, non risolve nulla».

via pacinotti officine fs gallarate
Il “ponte trasbordatore” che serviva a spostare carrozze e locomotive. I capannoni intorno risalgono al dopoguerra e sono stati bonificati nel 2011 dalla presenza di tetti di amianto

Per ora, dunque, la priorità richiesta resta la messa in sicurezza. «Facciano un bel muro di cemento con filo spinato» sintetizza al massimo Cassani. «Certo ha un costo, ma voglio ricordare che c’è anche una responsabilità della proprietà, come dimostra caso di Cairate». Si parla dell’ex cartiera: i vertici di Prealpi Servizi, proprietari dell’area, sono finiti sotto processo (ne sono poi usciti) per la morte di Alessandro Giani, un ragazzo che si era intrufolato all’interno con gli amici ed era morto precipitando (nel frattempo a Cairate è iniziata la bonifica e la messa in sicurezza).

Insomma: lo scenario è più o meno quello degli ultimi cinque anni. Anzi: ne più, nè meno, verrebbe da dire. Un nuovo sgombero sarebbe stato promesso dalla proprietà. «Anche il Prefetto e il commissario di polizia Fabio Mondora hanno caldeggiato una  soluzione definitiva. Ma a breve-medio termine vedo poco. Serve un altro morto per far sì che la proprietà si muova?».

 

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 17 gennaio 2018
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