Con le fibre, il perineo si tiene in forma

La stagione ne invernale dei corsi Tigros si è conclusa con un vero happening: un corso molto originale che si è rivelato di grande interesse, per uomini e donne

Il perineo, non piu sconosciuto

La stagione invernale dei corsi Tigros si è conclusa con un vero happening: un corso molto originale che si è rivelato di grande interesse, non solo per le tante donne in menopausa o reduci da un parto presenti, ma anche da una nutrita “pattuglia” di uomini.

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Il perineo, o pavimento pelvico, è infatti “una faccenda” che riguarda da vicino sia gli uomini che le donne ed è un “alleato sconosciuto”, perché troppo spesso per vergogna, imbarazzo o in generale disabitudine culturale non se ne parla.

Perché in realtà si sta parlando di una parte del corpo di cui non si parla mai: quell’insieme di legamenti, fasce, tessuti connettivali e muscolari situati a varie altezze, con forme e orientamenti diversi che occupano uno spazio compreso tra sacro-coccige-ischi-pube.

«Le fasce muscolari che compongono il perineo si suddividono in tre parti: superficiali, medie e profonde – spiega Sabina Pellizzari, specialista in Scienze delle Professioni Sanitarie e della Riabilitazione, che con chef Davide Brovelli ha tenuto il corso – Nella donna, i muscoli superficiali sono collocati tra vulva, uretra, vagina e ano. La muscolatura profonda sostiene la vescica, l’utero e il retto, e in gravidanza anche il feto. Nell’uomo, i muscoli superficiali del perineo sostengono la vescica e il retto e i loro sfinteri. Il perineo inoltre, ha un ruolo importante nel mantenimento della statica, nelle funzioni di minzione, defecazione e nell’attività sessuale, oltre che per la donna nella gestazione e nel parto».

Va perciò tenuto in allenamento con cura, per mantenere normali alcune funzioni importanti e quotidiane. Molti però sono i fattori che possono danneggiare quel fascio di muscoli: tra i principali fattori di rischio, c’è anche l’obesità, soprattutto quella “di pancia”. «Quel tipo di sovrappeso può essere un fattore di rischio sia per l’incontinenza, sia dei prolassi vaginali, in quanto il grasso in eccesso che si va a depositare sulla fascia addominale influenza, in negativo, il sostegno degli organi pelvici e la funzionalità del perineo» spiega Pellizzari.

La prima e più efficace forma di prevenzione è l’adozione di uno stile di vita sano. «Questo significa abbandonare le abitudine sedentarie e dedicare uno spazio quotidiano – anche se equilibrato – all’attività fisica, anche quella sessuale. Ma è importante anche alimentarsi nella maniera corretta. Seguire una dieta sana, ricca di fibre e cereali integrali significa, ad esempio, regolarizzare anche l’attività intestinale e ciò comporta un aiuto fondamentale al benessere del proprio perineo».

Tra le buone pratiche da seguire c’è quella di ridurre i caffè quotidiani e smettere di fumare, ma in una dieta attenta al benessere, che possa al contempo aiutare a mantenere, recuperare o prevenire la tonicità di perineo e pavimento pelvico, non possono mancare cibi ricchi di fibre, flavonoidi, vitamine C ed E e antiossidanti.

Se il danno, invece è già avvenuto «Molto spesso è possibile la riabilitazione: e ha un’efficacia importante, anche del 100 per cento – spiega l’esperta – Una incontinenza post partum con una corretta diagnosi e una riabilitazione precisa si guarisce totalmente: per questo mi arrabbio davanti alle tante pubblicità di pannolini a oltranza».

La riabilitazione però deve essere personalizzata, deve avere una diagnosi specifica, può essere eseguita anche attraverso l’elettrostimolazione. «Ma è vietato il fai da te in nessuna delle fasi – sottolinea Pellizzari – prima di una diagnosi persino un esercizio fisico semplice potrebbe rivelarsi non solo inutile, ma addirittura dannoso»

LE RICETTE

Le ricette sono state messe in pratica da chef Davide Brovelli, del Ristorante Il Sole di Ranco e del Solo 33 Restaurant by Davide Brovelli di Dormelletto (NO), già ben noto ai partecipanti del Corso.

La prima, come entrata, è stata un’insalata di carciofi crudi e cotti, semi di chia prugne secche mele cotogne e estratto di mirtilli

«E’ importante utilizzare anche il gambo del carciofo: molti lo buttano, ma è buono e fa bene» ha sottolineato Brovelli. Un ingrediente che è anche allenato del perineo, perché ricco di fibre. Importante il trattamento iniziale, che lo pulisce fino all’anima e che lo sciacqua insieme al limone per non annerirlo. Per mangiarlo crudo «Va tagliato finissimo. Non ne serve perciò moltissimo per la ricetta» Anche i semi di chia sono importanti e aiutano la peristalsi intestinale, evitando la stipsi. I mirtilli ricchi di vitamina C rendono anche particolare, al gusto e alla vista, l’insalata. Le mele infine, sono cotogne solo quando sono di stagione: si possono sostituire però con le mele renette.

Il perineo, non piu sconosciuto

La Zuppa pavese con pane integrale è stata invece una rivisitazione di un classico, con una novità: l’uovo cotto a bassa temperatura: «Deve stare per venti minuti a 62 gradi: riesce nei forni a vapore, che possono controllare la temperatura, o utilizzando la sonda» il risultato è un uovo in camicia, però più semplice e standardizzabile «Se si trova il metodo per tenere sotto controllo la temperatura, basta puntare 20 minuti sul timer e viene sempre».

Alla zuppa si aggiunge non la classica fetta di pane secco, integrale, ma una zuppa a sua volta, stile pancotto: il pane integrale è stato tostato “fin troppo” per dare quel sapore di affumicato. Poi è stato aggiunto un po’ di brodo e del formaggio, cotto e frullato. In impiattamento chef Brovelli ha aggiunto muesli, frutta secca e albicocche: un accostamento apparentemente bizzarro ma al gusto particolarmente gradevole e originale. Il punto finale è stato l’uovo cotto a bassa temperatura: che ha dato al tutto un equilibrio davvero straordinario. Anche se: «Si tratta, ovviamente di una rivisitazione della zuppa pavese, non certo la ricetta originale» 

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La terza ricetta è stata un vero e proprio piatto unico: riso integrale con salmone pochè e fave, semi di chia e carote. “Pochè” è una preparazione che prevede il salmone non completamente cotto, con la parte interna rosata: «Per questo è importante utilizzare salmone abbattuto (congelato velocemente, ndr), come se fosse crudo, per evitare danni». Il risotto è invece fatto “al contrario”: cipolla carote e sedano non vengono messe nel soffritto ma aggiunte dopo, lasciando loro la croccantezza. il piatto si compone di entrambe le parti, più le carote crude tagliate julienne. 

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L’ultima ricetta è fatta tagliolini integrali con funghi secchi, castagne e spinaci al pesto di zucchine: una ricetta veloce, fatta con spinaci bolliti e saltati insieme alle cipolle e ai funghi secchi, mesi preventivamente a bagno in un goccio di vino bianco. Alla cottura della pasta, rigorosamente integrale, quest’ultima è stata aggiunta agli ingredienti già passati e alle castagne lessate, per un ultima ripassata in padella: a cui è stato aggiunto il pesto di zucchine, fatto con zucchine scottate e frullate con un goccio d’olio. 

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QUI LE RICETTE PASSO PASSO

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 31 gennaio 2018
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