Le promesse dei politici in campagna elettorale non influenzano lo spread

La politica ha da sempre influenzato i mercati finanziari, è un dato di fatto ma è un'autentica novità che in occasione delle politiche 2018 le promesse elettorali lascino assolutamente impassibili i mercati finanziari

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La politica ha da sempre influenzato i mercati finanziari, è un dato di fatto.

Ma è un’autentica novità che in occasione delle politiche 2018 le promesse elettorali lascino assolutamente impassibili i mercati finanziari.

Ad avere la meglio sembra essere l’indifferenza o ancor peggio la consapevolezza che le promesse che i politici stanno sbandierando ai quattro venti non porteranno ad alcun risultato.

I mercati sembrano mettere in discussione la fattibilità economica delle famigerate promesse elettorali, che non sembrano essere destinate a concretizzarsi.

Ed è così che lo spread non è sottoposto a sobbalzi e resta perfettamente sotto controllo.

Lo spread in finanza e nel trading

Lo spread, lo ricordiamo, in finanza rileva la differenza fra il prezzo d’acquisto di uno strumento finanziario e quello di vendita.

Parliamo di realtà come azioni o indici, obbligazioni o merci, oggetto di interesse primario di chi sceglie ed esempio di investire con il trading on line sulle azioni.

Nel trading lo spread, e quindi la differenza fra prezzo d’acquisto e di vendita, è un elemento determinante.

Lo spread è considerato alla stregua di un costo per il trading di Cfd ed un guadagno per i broker che propongono una piattaforma e tutta una serie di servizi a supporto della clientela.

Lo spread in politica

A giocare un tiro mancino all’ultimo governo Berlusconi nel 2011 fu proprio lo spread.

I problemi più rilevanti del governo dell’ex Cavaliere infatti non erano quelli politici, come potrebbe sembrare facile intuire, ma quelli economici.

Insomma se è considerazione comune che il governo dell’epoca subì il colpo di grazia per problematiche interne, ed una tenuta della maggioranza messa a dura prova da Umberto Bossi  e Gianfranco Fini, il problema più pressante fu quello concatenato allo spread.

La scarsa fiducia dimostrata dall’opinione pubblica e dai mercati finanziari all’operato del governo Berlusconi incise negativamente, portando lo spread fra i titoli di Stato italiano e quelli tedeschi ad un livello di 600 punti, record assolutamente negativo per il debito pubblico del nostro paese.

Utilizzare lo spread nel trading on line

Utilizzato in prima battuta dai grandi fondi di investimento lo spread nel trading è una tecnica che si è sviluppata anche fra coloro che lo utilizzano nelle strategie messe a punto online, e consente di non esporsi troppo sui mercati finanziari.

Per operare il trading on line è necessario utilizzare una delle piattaforme messe a disposizione e gestite da broker professionisti, anche nel caso in cui si punti l’attenzione sullo spread.

Il trading sullo spreadparte dal considerare investimenti al rialzo su un asset e in contemporanea investire al ribasso su un’altra tipologia di asset.

Di norma i due asset, siano essi valute, obbligazioni, azioni, merci, devono appartenere allo stesso mercato, solo così la tecnica può produrre risultati finanziari positivi.

Lo spread trading è una strategia interessante, ma è importante utilizzarlo nella maniera opportuna, se poco esperti infatti vale la pena di lasciarsi guidare da professionisti di settore.

E’ infatti fondamentale seguire analisi tecniche e di mercato, soprattutto nella scelta degli asset su cui puntare per ottenere un utile.

 

 

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 gennaio 2018
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