Longobardi: “No alla riduzione dell’area pedonale, lavoriamo per un centro vitale”

Il consigliere di 9.9 (e commerciante) contrario all'ipotesi avanzata dal sindaco, ma apre sull'inversione del senso unico

Rocco Longobardi

«Le persone si sono espresse chiaramente a favore di un centro pedonale e vitale: si lavori su questo e non su tentativi stantii di resuscitare un’epoca e delle modalità che non esistono più».

Rocco Longobardi conclude così, con un riferimento alla (partecipatissima) consultazione su Facebook,  la sia analisi sulla proposta di riduzione della Zona a Traffico Limitato, avanzata dal sindaco Andrea Cassani.

Dalle file della minoranza, già nei giorni scorsi il consigliere di Gallarate 9.9 aveva espresso i suoi dubbi – se non una netta contrarietà – sulla possibile rinuncia alla Ztl nel tratto oggi pedonale di via Mazzini. Ora completa il discorso: «L’inversione di marcia in via Mazzini potrebbe al limite essere sperimentata ma certo non aprirei al traffico la zona ZTL della stessa via, anzi la ritengo più un danno che una soluzione» spiega Longobardi, sintetizzando la sua posizione sulle due diverse opzioni avanzate dal sindaco.

«Quello che manca al centro città è un buon motivo per andarci» continua Longobardi, che oltre ad essere consigliere comunale è anche noto per l’attività professionale svolta in via Cadolini, appena ai margini della zona pedonale.

Longobardi ragiona su un’ottica più ampia: «Ci sono, inoltre, altre iniziative da intraprendere a favore della città e dei commercianti. Gli eventi, pur apprezzabili non sono sufficienti. Bisogna favorire in ogni modo l’apertura di nuove attività di qualità, aumentare i plateatici, magari rendendoli gratuiti per un anno, convocare un tavolo con i proprietari dei negozi sfitti, prevedere degli incentivi fiscali per chi non lascia i negozi vuoti ma accetta di ridurre gli affitti. E poi ripiantumare le fioriere e l’aiuola di San Pietro, magari con l’aiuto di uno sponsor, sistemare nuove panchine, prevedere delle installazioni tematiche 2 volte all’anno come quella degli ombrelli della scorsa estate a rotazione nelle vie del centro».

Longobardi torna su un tema che gli è caro: l’approccio complessivo e collegiale: «Serve, come detto più volte, fare rete tra i commercianti e si può fare molto in questo senso. Occorre una sinergia reale tra sistema istituzionale e sistema commerciale che attivi un ciclo virtuoso di stimolo e supporto dell’economia locale. Vorrei ricordare che un gruppo di commercianti gallaratesi ha vinto un mese fa l’Oscar del commercio di regione Lombardia».

«L’amministrazione tenga in considerazione quel progetto “unico sul territorio nazionale” utilizzato, due anni fa, solo al 10% delle sue potenzialità, quindi con ancora possibilità enormi di sviluppo. Oltre al premio, la card “Valore in comune” ha ricevuto anche 20 mila € da spendere per la realizzazione di un progetto da attivare sul territorio di Gallarate».

Longobardi punzecchia infine anche l’associazione di categoria: «Incomprensibile è l’assenza di Ascom su questo tema specifico così come la mancanza di un’analisi dei risultati delle attività commerciali dopo le feste che è stata invece resa nota per tutte le altre città della provincia».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 12 gennaio 2018
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Commenti

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  1. Scritto da GMT

    Assolutamente d’accordo!!
    Se si volesse riaprire una via al transito, per alleggerire il traffico di altre arterie, per consentire le potenzialità delle attività commerciali, per aumentare la sicurezza, si guardi prima a Via Matteotti nel tratto fra Via Cadore e Piazza S. Loenzo.
    Se si volesse invertire un senso di marcia, si guardi a Via Bonomi, nel tratto che corre accanto all’ingresso dell’autosilo Seprio o continueremo a osservare pericolose inversioni a U.
    Il commercio? Politiche ad hoc.