L’ultima carezza del capitano al tifoso in fin di vita

Giancarlo Ferrero, accompagnato da Max Ferraiuolo, ha fatto visita sabato a Massimiliano, 53 anni, che è spirato poche ore dopo. La testimonianza dei familiari

giancarlo ferrero massimiliano brebbia

C’era una trasferta lunga e difficile da affrontare, pure complicata dalla situazione di classifica. Ma ci sono anche cose che contano di più di un semplice incontro sportivo, cose che non possono essere rimandate. Sabato 20 il capitano della Openjobmetis, Giancarlo Ferrero, accompagnato dal team manager Max Ferraiuolo e Marco Gandini dell’ufficio stampa biancorosso, si è recato all’ospedale di Angera per fare visita a un tifoso speciale.

Massimiliano Brebbia, 53 anni, è spirato nel pomeriggio dello stesso giorno, felice di aver esaudito il suo ultimo desiderio: ricevere un incoraggiamento dai rappresentanti di una squadra per cui il suo cuore ha battuto forte nel corso del tempo, la Pallacanestro Varese.

Questa la toccante testimonianza inviataci dalle figlie di Massimiliano, Stefania e Tiziana.

«Ci tengo a spendere due parole per ringraziare con il cuore il capitano della Pallacanestro Varese Giancarlo Ferrero, il team manager Massimo e l’addetto stampa della squadra, che sabato mattina sono venuti all’ospedale di Angera a dare l’ultimo saluto a papà, che da anni segue e sostiene la squadra in ogni partita.
Non riesco a spiegarvi l’emozione che ho provato vedendolo così felice di incontrare il suo capitano, sono rimasta veramente impressionata dall’umiltà e dalla gentilezza dei ragazzi, che senza pensarci due volte hanno esaudito questo suo ultimo desiderio, mi ha fatto capire quanto uno sport possa appassionare le persone e quanto gli sportivi si sentano vicini e legati ai loro tifosi, perché anche senza conoscersi personalmente, possono rendere felice qualcuno solo con la loro presenza. Questo è il vero spirito di squadra! Quel senso di appartenenza e vicinanza che va oltre le partite, ma è presente anche nei momenti peggiori… non ho più parole per ringraziarvi, penso solo che un gesto così abbia fatto del bene a tutti, non solo a papà che l’ha ricevuto, ma anche a chi l’ha fatto, e a noi che eravamo presenti. Grazie di cuore».

E anche il cognato di Massimiliano, Marco, ha espresso un ringraziamento di cuore alle persone coinvolte.

«Vorrei solo ringraziare Ferrero e il team manager per aver fatto l’ultima visita a un abbonato storico. Venerdì 19 aveva espresso il desiderio di incontrare il suo capitano, e nonostante l’imminente trasferta a Venezia hanno trovato il tempo, sabato mattina, di venire a salutare Massimiliano. Per questo va il ringraziamento mio e di tutta la sua famiglia alla Pallacanestro Varese, quello di sua figlia di 16 anni che andava al palazzetto con lui, di quella di 20 anni che era presente con me e la moglie che abbiamo vissuto una emozione unica. È stato l’ultimo momento di lucidità di Massimiliano per poi spegnersi nel pomeriggio.
Consideriamo Ferrero e il team manager Ferraiuolo un esempio emblematico di quello che lo sport oggi è, e deve essere. I numeri uno di una squadra di basket si sono mossi per esaudire l’ultimo grande desiderio di un tifoso.
Penso che il valore morale messo fuori dal campo di queste due persone le dusguiano in modo autorevole e emblematico dalla massa.
A nome della famiglia ringrazio Ferrero, Ferraiuolo e tutta la società Pallacanestro Varese per questo esempio di vita, con l’augurio che siano un monito per tutti coloro che nel mondo del sport sono considerati dei miti dalle persone normali. Il mio più sentito ringraziamento e onore a Ferrero».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2018
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