Maroni potrebbe lasciare, la Lega propone Fontana

Quattro ore di vertice ad Arcore per fissare la linea del centrodestra verso le elezioni del 4 marzo. Il governatore lombardo rinuncerebbe a ricandidarsi alla guida della Regione "per motivi personali", ma non è escluso un ritorno a Roma

Roberto Maroni

(ultimo aggiornamento delle ore 24)

Dopo le ultime trattative della serata, e dopo una giornata decisiva per il destino del centrodestra italiano, emergono indiscrezioni che se fossero confermate sarebbero clamorose, quantomeno per la Regione Lombardia. In sintesi: Roberto Maroni sarebbe intenzionato (ma lui non ha fatto dichiarazioni) a non ricandidarsi per la presidenza della Lombardia. Il summit del centrodestra che si è riunito ad Arcore domenica pomeriggio (con Berlusconi, Salvini, Meloni) ha già però indicato, se così andasse, chi potrebbe essere il successore nella corsa elettorale. La Lega Nord spinge per l’ex sindaco di Varese Attilio Fontana, già presidente del consiglio regionale dal 2000 al 2005, Forza Italia preferirebbe l’ex ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini. Le fonti politiche che abbiamo interpellato ci indicano come quasi fatto l’accordo su Attilio Fontana, ma occorre capire che cosa dirà Roberto Maroni.

La stampa politica è in generale orientata a credere che sarà Attilio Fontana il candidato e che Maroni, invece, sarà destinato a un prossimo incarico a Roma, qualcuno addirittura lo indica come futuro premier, mentre il comunicato ufficiale del vertice di Arcore gli attribuisce, invece, una misteriosa e non meglio chiarita rinuncia per “motivi personali”. Va detto che si tratta solo di ipotesi, per ora, e che tutto sarà chiarito lunedì. Alle 12 Roberto Maroni comunicherà le sue intenzioni durante una conferenza stampa in Regione, in serata la Lega Nord in via Bellerio, sede del carroccio, ufficializzerà il nome del candidato. Si è parlato anche di contrasti tra Maroni e Salvini sulla necessità di candidare una lista Maroni ma allo stato dei fatti nessuno sa veramente come stiano le cose, dunque basta attendere la conferenza stampa delle 12. Tutto può succedere e nessuna notizia va presa per definitiva.

IL RACCONTO DELLA GIORNATA (aggiornato alle ore 21)

Quattro ore di vertice ad Arcore per fissare la linea del centrodestra verso le elezioni del 4 marzo.

Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini si sono incontrati a casa del leader di Forza Italia, il cui nome torna sul simbolo del partito.

UNITI MA MARONI FORSE NON SI CANDIDA

Nella nota diffusa congiuntamente, sono esplicitate le decisioni prese: “Ufficializzata la composizione della coalizione a quattro con Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e quarto Polo. Tra le decisioni di oggi anche quella di costituire due delegazioni comuni, che si incontreranno già martedì prossimo, per definire i dettagli del programma e dei collegi. Sulle regionali la coalizione conferma che si presenterà con candidati comuni e condivisi”.

Per quanto riguarda le regionali, c’è un giallo Lombardia. Nella nota diffusa, infatti, si parla di un possibile passo indietro di Roberto Maroni, che non sarebbe disponibile alla candidatura per “motivi personali”:

“Sulle regionali la coalizione conferma che si presenterà con candidati comuni e condivisi. Per quanto riguarda la Lombardia, se davvero il presidente Maroni per motivi personali non confermasse la disponibilità alla sua candidatura, verrebbe messo in campo un profilo già comunemente individuato”.

Maroni ha annunciato una conferenza stampa nel dopo giunta a Palazzo Lombardia per la giornata di lunedì 8 gennaio alle 12.

SPUNTA ATTILIO FONTANA

I nomi fatti al tavolo della coalizione per un possibile sostituto di Maroni sono tre: la Lega propone Giancarlo Giorgetti, vice di Salvini, capogruppo alla Camera e uomo delle trattative del carroccio, ma anche Attilio Fontana, ex sindaco di Varese che ha già guidato una istituzione lombarda in passato, il consiglio regionale. Forza Italia propone invece Maria Stella Gelmini, ex ministro e oggi coordinatrice del partito in Lombardia.

Tra i primi passi in caso di vittoria elettorale alle elezioni politiche nazionali “la revisione del sistema pensionistico cancellando gli effetti deleteri della Legge Fornero”, provvedimento chiesto e ottenuto da Matteo Salvini, leader della Lega Nord che festeggia con un tweet:

Gli altri punti inseriti nel programma scaturito dal primo incontro tra i leader del centrodestra ci sono i seguenti punti: meno tasse, meno burocrazia, meno vincoli dall’Europa, più aiuti a chi ha bisogno, più sicurezza per tutti, riforma della giustizia e giusto processo, realizzazione della flat tax, difesa delle aziende italiane e del Made in Italy, imponente piano di sostegno alla natalità, controllo dell’immigrazione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 gennaio 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Oggi Salvini, quello che da mesi ci ripete “meglio soli che fare coalizioni zoppe” si fa bello sui social rivendicando l’accordo raggiunto. Ovviamente qualche contentino dovevano darglielo e ha ottenuto la promessa della abolizione della legge Fornero, legge che per onestà intellettuale fu votata a favore da tutti tranne che dalla Lega, votò a favore anche quella Giorgia Meloni che ora sbraita in piazza e offre assistenza legale agli esodati.

    Ci farebbe piacere sapere oltre alle solite promesse elettorali dove andranno a prendere i soldi per coprire la abolizione di tale legge, tenendo conto che in questa destra si è preferito sempre un bel condono piuttosto che una lotta seria alla evasione fiscale (in pratica un chiaro messaggio verso chi paga le tasse e si sente pure cornuto e mazziato).

    Finiamo con una nota drammatica ma tristemente vera….credevamo di fare a meno del pregiudicato Berlusconi ma dopo 25 anni purtroppo vedo che non ci sono alternative….l’immagine triste e paradossale di un paese che non solo non lascia spazio ai giovani ma nemmeno ci prova ad innescare una sorta di finto turn-over…..80enni ancora capolista.
    Andiamo bene!

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