Il Molina e l’imbarazzante richiesta danni al presidente

L'attuale cda si trova in una situazione bizzarra: dovrà decidere se confermare una richiesta danni...contro se stesso

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E’ rientrato nelle funzioni ed è pienamente operativo il cda guidato dal Presidente Cristian Campiotti, il politico dell’Udc (oggi Lega Civica), nominato nel 2015 dall’allora sindaco Attilio Fontana, che la Regione Lombardia (tramite la Ats) nel 2016 aveva rimosso dal suo incarico per la vicenda dei prestiti concessi con il patrimonio della fondazione a soggetti privati (tra cui una società controllata da Rete 55 e legata all’editore dello stesso suo partito).

Il Tar ha annullato il commissariamento, ma proprio questa ennesima sentenza mette la Fondazione e il suo Cda in una situazione paradossale. Campiotti, se lo ritiene opportuno, può annullare tutte le operazioni effettuate dal commissario regionale pro tempore, Carmine Pallino, durante i 12 mesi della sua questione. Tra queste vi sono appalti, contratti, la convenzione che istituisce la casa di riposo per cuochi di Gualtiero Marchesi.

Ma c’è anche un altro atto, passato per il tribunale, che il cda guidato da Campiotti potrà annullare: si tratta di una richiesta danni contro i membri laici del cda e dello stesso presidente.

Per una bizzarria legata ai tempi della giustizia, ma non solo, Cristian Campiotti si trova in questo momento a ricoprire un doppio ruolo: rappresenta la Fondazione Molina che ha chiesto i danni al cda, ma è anche la controparte giudiziaria della stessa Fondazione essendo stato citato in giudizio civile. La somma richiesta sarebbe enorme, si parla di circa 1 milione di euro. I motivi, secondo la denuncia, sarebbero da ricondurre alle criticità che Ats rilevò in consiglio regionale nel 2016, in cui una disamina in dieci punti radiografò la gestione della casa di riposo e tutti gli atti compiuti.

Che cosa farà Campiotti? Beh, è facile immaginare che, come primo atto, revocherà probabilmente la causa con cui la Fondazione Molina gli chiede i soldi. Tuttavia, essere sia “attori” che “convenuti” in un giudizio civile, rivela come le cose si stiano sempre di più ingarbugliando (lo stesso Campiotti ha già annunciato azioni contro Ats).

Chi può mettere ordine in tutto questo? O il sindaco Davide Galimberti (che secondo il Tar avrebbe il potere di controllo sulla Fondazione), o ancora il sindaco in una funzione di “moral suasion” nei confronti del cda (persuasione morale autorevole), o il consiglio di stato che dovrà decidere sul ricorso che la Ats ha annunciato contro la recente sentenza del tar. O, infine, se lo stesso Campiotti decidesse un passo indietro, una volta fatti valere i suoi diritti, per non mettere più in imbarazzo la città. Cristian Campiotti esporrà la sua verità martedì alle 14, in una conferenza stampa convocata per parlare della vicenda.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 08 gennaio 2018
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