Molina: ora la palla torna a Galimberti

La sentenza del Tar investe Palazzo Estense. Il potere di vigilanza sulla Fondazione spetterebbe al sindaco che sulla vicenda tace. Campiotti può riprendere la sua gestione

Avarie

Il Molina non trova pace. Il nuovo pronunciamento del Tar ha accolto i ricorsi del presidente della Fondazione Cristian Campiotti. Il Tribunale amministrativo non entra nel merito dei ricorsi ma, dopo un lungo esame della legislazione vigente, si pronuncia su un punto sostanziale.
“…l’ATS Insubria ha esercitato un potere che non aveva, ciò da cui deriva la fondatezza di entrambi i ricorsi, ogni altro motivo o censura assorbiti”.

Il Tar va però oltre affermando che “la vigilanza sulla Fondazione sarebbe in capo al Comune”. Questo perché, con la nuova riforma regionale, il potete di controllo “non è stato, in seguito alla cessazione delle ASL, attribuito alle ATS”.

Insomma un bel pasticcio giuridico che il Tar non poteva non sottolineare e che evidenzia per ora due questioni serie e sostanziali: l’ATS non poteva commissariare il Molina e il potere di controllo spetta al Sindaco Galimberti.

Fin qui la cronaca che ribadisce l’importanza dello stato di diritto e la delicatezza di come si scrivono le norme. Insomma, qualora la sentenza venisse confermata dal Consiglio di Stato, sarebbe una sonora sberla alla Regione Lombardia.

Peccato però che sulle questioni sostanziali della gestione dell’ente non possiamo sapere niente di nuovo. C’è in corso un’indagine della Magistratura con capi di imputazioni pesantissimi che riguarda imprenditori e politici varesini e che tocca anche il presidente Campiotti.

L’aspetto più delicato resta quello politico, perché è questo che decideva la governance del Molina. Ora con il pronunciamento del Tar la posizione del sindaco diventa più delicata e il suo silenzio di cui scrivevamo nel settembre del 2016 risulta ancora più incomprensibile. Tanto più se si considera che Galimberti è anche un esperto del diritto amministrativo.

In passato la Fondazione ha avuto diversi momenti di tensione proprio dovuti alle scelte politiche del centro destra e in primis della Lega Nord. Occorre ricordare le frizioni tra l’allora sindaco leghista Aldo Fumagalli, che arrivava alla carica di primo cittadino proprio dopo esser stato presidente del Molina, e alcuni consiglieri scelti da lui stesso per mettere in difficoltà il suo successore alla Fondazione. La situazione si tranquillizzò per diversi anni anche se il metodo per scegliere i vertici dell’ente restarono sempre gli stessi. Il centro sinistra a più riprese aveva denunciato clientelismo e metodi non trasparenti nella gestione. Soprattutto con l’arrivo di Campiotti che avvenne dopo una crisi di governo a Palazzo Estense.

Questo è il passato. La vittoria del centrosinistra appoggiato da Lega civica, di cui Campiotti è stato tra i fondatori, ha fatto saltare alcuni equilibri e da quel momento sono venute alla luce operazioni su cui indaga la Magistratura.

Per salvaguardare il futuro del Molina sarebbe bene iniziare a cambiare seriamente. Il sindaco poteva già far sentire la propria voce, proprio perché sulle vecchie gestioni non ha alcuna responsabilità. Inoltre, in tutti questi mesi si sarebbe potuto aprire un confronto con la Chiesa varesina e la Regione per arrivare a concordare una nuova governance della Fondazione. Invece si è preferito lasciare le cose come stavano. E così siamo tornati al punto di partenza e la questione, che piaccia o meno, torna alla politica. I consiglieri del CdA sono stati sfiduciati dai partiti che li avevano indicati. Il rappresentante della Chiesa varesina se ne guarda bene dal prendere una posizione e il sindaco tace.

Peccato che ora il Tar ributti la palla nel campo di Palazzo Estense e quindi il gioco di dare la colpa a chi governava prima non funziona più.

Nel frattempo l’unico che può brindare è Cristian Campiotti che torna a guidare il Molina. E saranno in diversi ad esserne contenti. Chi paga le rette invece chiede meno politica e più chiarezza.

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di marco@varesenews.it
Pubblicato il 04 gennaio 2018
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