“Non venite in pronto soccorso se non per vere urgenze”

Centinaia di accessi giornalieri nei reparti di primo soccorso dei tre ospedali. "La stragrande maggioranza sono codici bianchi". Il picco dell'influenza deve ancora arrivare

ospedale busto arsizio

«L’invito alla popolazione del territorio è di non recarsi in pronto soccorso se non per urgenza vera e propria». L’appello arriva in giorni in cui il pronto soccorso di Busto, come quelli di Saronno e Gallarate, sta facendo fronte a numeri enormi. Una situazione che ha sta mettendo in difficoltà anche infermieri e medici dei tre presìdi, alle prese con turni molto duri (come ci segnalano alcuni operatori).

«Registriamo in questi giorni un elevato numero di accessi, per certi versi superiore anche all’anno passato» spiega Antonio Triarico, direttore di presidio di Busto, che però parla di una situazione condivisa anche con gli altri ospedali dell’Asst Valle Olona. Gallarate ma anche Saronno, «che per la sua particolare collocazione riceve pazienti da un territorio ampio, anche dal Milanese e dalla Brianza».

In media si parla di «180 pazienti giornalieri su Busto, di un numero un po’ inferiore su Saronno e Gallarate». La stragrande maggioranza si rivelano prestazioni non urgenti, i cosiddetti “codici bianchi” e “verdi”. Non ci sono statistiche precise su questi giorni, ma si può ipotizzare che questi casi siano l’85%. «Registriamo però anche una grande affluenza di codici rossi e gialli», vale a dire di pazienti con patologie serie (codice rosso significa che sono in pericolo di vita).

Le cause? Il direttore di presidio riconduce soprattutto alla stagionalità, tra bronchiti, fratture e traumi legati a cadute per il ghiaccio, influenza. «Anche se il picco influenzale è previsto per settimana prossima».

«Nei periodi festivi l’ospedale diventa il presidio sanitario territoriale a cui si accede più facilmente, rispetto alla medicina di base». Detto in modo più esplicito: per molti diventa più facile recarsi in pronto soccorso che non cercare il proprio medico curante o il sostituto. Ed è questo che genera una serie di «prestazioni improprie», non urgenti e che potrebbero essere affrontate senza ricorrere al pronto soccorso. A cui magari sio aggiungono casi di malori per il cibo o l’abuso di alcol (a Capodanno ha fatto molto discutere l’elevato numero di persone soccorse per eccessi etilici, che ha impiegato anche diversi mezzi di soccorso).

Nei giorni scorsi sono arrivate a VareseNews anche segnalazioni dal personale, in sofferenza per il duro lavoro e per la situazione talvolta tesa. «Non posso che ringraziare  il personale, che fa un lavoro egregio, puntuale, con professionalità, facendo fronte alle difficoltà» riconosce Triarcio. Da non sottovalutare che le forme influenzali e le malattie di stagione colpiscono anche il personale stesso. «Nessuno si tira indietro, mai. Per questo chiedo anche alla popolazione di avere comprensione e pazienza per i tempi di attesa, che sono sicuramente sopra la media».olpiscono anche il personale stesso.

Come affrontare questi giorni di grande afflusso? Triarico chiede alla popolazione del territorio di «non recarsi in pronto soccorso se non per urgenza vera e propria», oltre ad «avere un po’ di comprensione perché le attese». «C’è stato un certo ingolfamento, ma abbiamo messo in campo tutte le possibilità. Con ATS insubria prevediamo per i prossimi giorni posti aggiuntive e ulteriori risorse, da dedicare a chi ne ha effettivamente bisogno, anche in vista del picco influenzale». Dal punto di vista strutturale c’è poi la speranza nelle nuove politiche regionali per l’assietzna ai pazienti cronici, che possa migliorare la situazione riducendo la pressione sugli ospedale e sul sistema di primo soccorso.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 05 gennaio 2018
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Commenti

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  1. Scritto da mike

    Assurdo prendere d’assalto i PS per banalissimi disturbi influenzali! Basterebbe fare pagare almeno 50 euro ai codici bianchi e verdi e vedrete come si svuoterebbero subito le sale d’attesa! E poi il medico di base non dovrebbe essere reperibile dalle 8 alle 20 di ogni giorno feriale? Trovatemene uno, se ci riuscite!

    1. Scritto da Claudio Giudici

      Scusi non capisco perché ogni volta ci sia un imbecille che da la colpa ai medici di medicina generale. Siamo sotto pressione da novembre turni massacranti si arriva strisciando al venerdì sera e si passa il we a rispondere a telefonate mai L wazzapp . Unica categoria al mondo a essere obbligati a lavorare SEMPRE senza ne ferie ne malattia… e qualche fresco e fa sempre le battute…

    2. Scritto da YORK

      Il vero problema è la assoluta indisponibilità dei medici di base. Come tutti i lavoratori dovrebbero avere un “orario di ufficio” di almeno 8 ore giornaliere in cui siano disponibili e rintracciabili. Oltre a garantire alcune prestazioni di base (medicazioni, piccole suture, etc.) per le quali l’unica alternativa è il pronto soccorso. D’altra parte però il servizio sanitario non può far finta di niente ed invitare le persone alla autodiagnostica piuttosto che organizzarsi secondo i bisogni. Il tempo di attesa a Gallarate era di almeno 8-10 ore anche al mese di giugno 2017 (senza i disturbi influenzali !). E’ una situazione ormai cronica e consolidata , non temporanea. Anzichè spendere per l’ospedale unico, meglio investire sui servizi essenziali.

  2. Scritto da Daniele Viola

    Esiste ora una App che dice esattamente Quante persone sono presenti nel pronto soccorso aggiornato simultaneamente. Direi che è molto utile da utilizzare di modo che sappiate già i tempi di attesa e gli affollamenti.
    Si chiama “Salutile”. Staff http://www.risarcimentosalute.it e Tutela del Malato.

  3. Scritto da Daniele Viola

    Se può essere utile esiste ora una APP “Salutile” che indica esattamente quante persone sono presenti nei pronti soccorsi di modo che possiate evitare perdite di tempo e soprattutto in caso di vera necessità trovare quello più libero nella vostra zona. Per ulteriori info: http://www.risarcimentosalute.it che ogni giorno assiste utenti per la tutela dei diritti del malato.

  4. Scritto da fabrizio_dadamo

    dico solo questo:
    http://www.varesenews.it/2018/01/38enne-morta-ospedale-indagine-procura/681432/

  5. Scritto da mrcampa

    Già peccato che il direttore sanitario non dica che di tutti i codici bianchi in entrata quelli che rimangono tali al momento della dimissione diventano verdi in percentuale del 90% o di più per evitare rogne di recuperi crediti (cosi la regione paga senza problemi) ..peccato che non si dica che AL PRONTO SOCCORSO DI BUSTO NELLA FASCIA NOTTURNA RARAMENTE CI SONO 2 EQUIPE DI ACCOGLIENZA MEDICO + 2 infermieri come a Gallarate ….per un bacino di utenza come deve supportare l’ospedale di Busto è una VERGOGNA!!!
    MARCO CAMPAGNOLI

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