Le bici gialle sono apprezzate: 600 percorsi al giorno

Dal 9 novembre a oggi ci sono stati 34mila utilizzi, circa 600 al giorno, con 4.500 persone uniche che hanno scaricato e pedalato con la bici gialla di Ofo. Il 40% di loro ha percorso un tratto tra i 5 e i 20 minuti

Arriva il bike sharing Ofo a Varese

Varese esce bene e promossa dopo il breve periodo di sperimentazione del bike sharing di Ofo. Lo dicono i numeri, ma anche una prima analisi dei comportamenti degli utenti.

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Sono passati quasi due mesi dall’arrivo delle bici della società cinese. Non è ancora tempo di bilanci, tanto più che sappiamo bene che questi sono i mesi più ostili per chi utilizza le due ruote. Intanto però abbiamo i primi dati e sono molto incoraggianti.

Dal 9 novembre a oggi ci sono stati 34mila utilizzi, circa 600 al giorno, con 4.500 persone uniche che hanno scaricato e pedalato con la bici gialla di Ofo. Il 40% di loro ha percorso un tratto tra i 5 e i 20 minuti.

“Siamo partiti con una vera sperimentazione a Varese – dice Marco Menichetti, di Ofo Italia – Per fare una vera analisi ci vorrà un periodo di tempo più lungo, ma per ora siamo soddisfatti anche se per nostra filosofia sappiamo che si può e si deve fare meglio”.

La città giardino è partita insieme con Milano e tre centri dell’hinterland (San Donato, San Giuliano e Peschiera). In questi mesi altri comuni del sud della provincia si sono fatte avanti per inserire il servizio ed è probabile che i posti dove le bici gialle faranno le loro comparse si allargheranno molto.

Ma come sta andando l’utilizzo al di là dei numeri?

Varese si sta comportando molto bene – prosegue Menichetti -. La flotta in questo momento è di 400 bici. In circolazione ce ne sono 300-350 mentre le altre sono in manutenzione ordinaria. Le nostre bici sono belle e costruite bene, ma hanno anche elementi delicati come il cambio Shimano che richiedono interventi. In questi primi mesi comunque abbiamo riscontrato un buon uso con poche eccezioni. Le bici sono lasciate quasi sempre in posti corretti e anche chi la porta fuori dal comune, comportamento non corretto, ha cura di parcheggiarla bene. Questo fa intendere che c’è una attenzione generale e al momento non prevediamo azioni di carattere punitivo anche se segnaliamo a chi si comporta scorrettamente che stiamo monitorando le infrazioni”.

Le segnalazioni per problemi continuano ad arrivare, ma sono sempre meno e soprattutto le persone stanno cominciando a conoscere il servizio.

“Non abbiamo fatto una vera promozione finora, ma confidiamo sulla validità del servizio perché aumentino le persone che lo utilizzano. Abbiamo una buona collaborazione con il Comune e con la cooperativa che gestisce la manutenzione e il riposizionamento delle bici. Sappiamo bene che per le amministrazioni queste scelte sono anche delle sfide per migliorare la cultura dell’uso delle due ruote, ma anche per rivedere viabilità e mobilità al di là delle pendenze che caratterizzano una città come Varese”.

Riprendiamo alcuni aspetti concreti sull’uso e le caratteristiche del servizio.

COME SI USA OFO

Per utilizzare la bici OFO il primo passo è scaricare l’app, che c’è – gratuita –  per IPhone e Android.

Una volta registrati (attenzione, la registrazione può essere parziale per visionare le biciclette, ma si completa, con la possibilità di sbloccarle, solo quando avrete messo il numero della carta di credito) potrete vedere sulla mappa qual è la bici gialla più vicina a voi, e raggiungerla. Per sbloccarla, ci si posiziona su parafango posteriore, dove c’è un QR code: quando lo si scannerizza dalla app, lo smart lock (leggi, il “blocco della bicicletta”) si apre in automatico e da quel momento la bici è utilizzabile.

La sella è regolabile in altezza, e sul manubrio ci sono le due principali utilità: sulla parte destra il cambio Shimano a tre velocità (di fatto: 1 per la salita, 2 per la strada in piano, 3 per le discese) sulla parte sinistra il campanello, che si aziona proprio come se fosse il cambio. La bici è dotata inoltre di luce a led davanti e luce  a energia solare dietro.

QUANTO COSTA E COME SI PAGA

Poichè per attivare l’app è necessario inserire il numero della carta di credito (anche prepagata), pagare il tragitto Ofo è semplice: quando con l’app si sblocca  la bicicletta parte il timer. Quando si chiude il tragitto bisogna ricordarsi di fermare il timer, che a questo punto indicherà durata, lunghezza e soprattutto costo del tragitto. Basta dare l’ok e il pagamento – via carta di credito –  è fatto.

Non va quindi dimenticato di verificare lo stop al proprio percorso: perché è sulla app che viene “fermato il tempo” di spesa. Il costo del viaggio, dal 1 gennaio 2018, è pari a 50 centesimi ogni mezz’ora, con un massimo di 5 euro al giorno.

COME SEGNALARE I PROBLEMI

L’app permette anche di segnalare ai gestori i principali problemi, come una bici rotta o in un parcheggio scorretto: queste info andranno direttamente ai gestori, che prenderanno provvedimenti: nella app, quando si entra nella mappa dove si trovano le bici, in basso a destra di fianco al grande bottone giallo “sblocca” c’è un pulsante bianco a forma di cuffietta: da li potete rivolgere le vostre segnalazioni, che sono importanti e doverose: aiutano infatti i manutentori a servire meglio gli utenti. In particolare, nella pagina potrete segnalare una bici rotta, una bici parcheggiata in un punto “illegale” cioè non consentito o di disturbo e una bici con blocco non autorizzato.

COME SI PARCHEGGIA

Giunti a destinazione è importante parcheggiare la bici in un punto che non sia di intralcio agli altri passanti e richiudere lo smart lock, lasciando così il mezzo a disposizione dei futuri utenti. Come già specificato nella parte della segnalazione, chi dovesse trovare bici poste in maniera illegale può dirlo direttamente ai manutentori attraverso l’app. In particolare, non è consentito conservare la Ofo in un cortile privato, o in zone dove gli altri utenti non possano prenderla.  Per il resto: tutto è possibile, qualunque angolo è buono purché di buon senso. E non bisogna arrabbiarsi se qualcuno la trova e la prende per fare il proprio tragitto. Il bello delle Ofo è proprio quello: si prendono dove si trovano, e si lasciano quando non servono più, e possono essere di utilità agli altri. E se trovate qualche bici in un angolo, in marciapiedi, a fianco di prati ricordatevi: non sono bici abbandonate, sono OFO!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 gennaio 2018
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