I pendolari scrivono a Mattarella: “Presidente, ci sia un segnale che lo Stato è con noi”

In una lettera carica di fatica e dolore, dopo l'incidente di Pioltello, i viaggiatori quotidiani chiedono la verità sull'accaduto e un intervento perché non si ripeta

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Egregio presidente, «ci dia un segnale che lo Stato è con noi, che non dimentica, che persegue in ogni modo la verità sull’accaduto e che farà di tutto perché non si ripeta».

A firmare la missiva alla più alta carica della Repubblica, Sergio Mattarella, sono i comitati pendolari lombardi. Tutti insieme, in una lettera carica di fatica e di dolore, per quei sacrifici vissuti tutti i giorni dai lavoratori della Regione più popolosa d’Italia e per l’impatto emotivo vissuto da migliaia di viaggiatori all’indomani dell’incidente di Pioltello, costato la vita a tre pendolari.

La lettera è sottoscritta dai varesotti Comitato Pendolari Gallarate Milano, Comitato Viaggiatori Trenord Nodo di Saronno, da quello di Busto Nord, che aggiungono le loro sigle ad altri tredici gruppi lombardi di pendolari.

«In seguito al terribile deragliamento del 25 gennaio scorso, che ha causato tre vittime, numerosi feriti e che ci ha scosso profondamente, ci permettiamo di chiederLe un Suo diretto e forte intervento nei luoghi della tragedia. Troppo spesso in Italia il trasporto regionale su ferro e gomma non sembra interessare le Istituzioni in modo soddisfacente, né tanto meno i mezzi di comunicazione, che danno risalto alle nostre vite solamente in casi di grave incidente o di eccessivi disagi, alla costante ricerca di scoop ed esasperazioni».

«Serve invece non dimenticare che la forza lavoro italiana, spesso quella più preparata e che sceglie di restare in questo Paese, nonostante le difficoltà, si muove utilizzando proprio quel trasporto regionale che collega i grandi punti di attrazione come Milano o Roma, con i centri più piccoli. La ricerca di un lavoro, così come la scelta della migliore università per prepararsi a un futuro lavorativo, ricade spesso sulla necessità di spostarsi ogni giorno verso queste grandi città. I viaggiatori lo fanno tra mille disagi, mille difficoltà per far quadrare la propria vita e quella familiare, sapendo che purtroppo il servizio offerto non sarà mai dei migliori. Per questo motivo i Comitati Pendolari della Regione hanno più volte messo in risalto le necessità d’intervento serio e qualitativamente soddisfacente, sia rispetto alla Rete Ferroviaria sia rispetto allo stato del materiale rotabile. Non sempre le nostre osservazioni e le nostre critiche sono state correttamente valutate e hanno avuto la giusta attenzione da parte di istituzioni locali e aziende coinvolte. Anzi, fin troppo spesso le nostre rimostranze hanno avuto come risposta il silenzio oppure, peggio ancora, battute e commenti che tendevano a minimizzarle. Dai passaggi a livello bloccati, ai freni mal funzionanti e alle porte guaste, tutto è facilmente sottovalutabile finché l’incidente grave non arriva a ricordarci quanto invece la manutenzione debba sempre essere al centro dell’attenzione, per salvaguardare le vite di chi viaggia ogni giorno sui mezzi di trasporto pubblici».

«Signor Presidente, per questi motivi ci permettiamo di chiederLe un gesto di vicinanza concreta come segno inequivocabile che lo Stato è con noi, che non dimentica, che persegue in ogni modo la verità sull’accaduto e che, soprattutto, farà di tutto affinché non si ripeta».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 gennaio 2018
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