Il progetto del supermercato su viale Milano

Scade in questi giorni il termine per presentare osservazioni al Piano Attuativo per una nuova zona commerciale sul viale, là dove c'era una cascina

Madonna in Campagna generiche

Due medie strutture di vendita, affacciate su viale Milano e accessibili da via Pompei.

È la nuova struttura commerciale proposta da un operatore e oggi all’esame del Comune di Gallarate.

La giunta Cassani ha dato il suo via libera all’adozione – prima fase operativa – del Piano Attuativo il 27 dicembre scorso. Il Piano dà realizzazione a una previsione che esiste da tempo e che ora l’operatore vuole far partire. Le norme prevedono però una fase di valutazione aperta anche alle osservazioni di chi è interessato dal progetto.
Proposto dalla HO srl di Moncalieri, viene realizzato su un terreno di 10870 metri quadri (che era di proprietà ed è stato ceduto dalla Martignoni srl di Gallarate. Si tratta del terreno che era caratterizzato da una vecchia cascina, già molto lesionata dall’incuria, abbattuta due anni fa.

“Il Piano Attuativo prevede la realizzazione di un solo fabbricato suddiviso in due comparti, che di fatto rappresentano le due differenti medie strutture di vendita ipotizzate” si legge nel documento presentato all’amministrazione. “Il fronte percepibile dalla strada statale, della lunghezza di circa 41 metri lineari, ad un solo piano fuori terra di altezza inferiore a sette metri e privo di ulteriori piani interrati”. La struttura sorge su viale Milano – “asse efficiente di distribuzione del traffico veicolare verso il sud della provincia” – ma i due accessi sono previsti sulla laterale via Pompei, una strada che poi conduce nella zona residenziale nota come “Villaggio Sant’Andrea” di Madonna in Campagna (in basso nella cartina qui sopra).

Il Piano di Governo del Territorio prevede da tempo che qui si possa realizzare “ambiti residenziali semiestensivi”, escludendo la grande distribuzione, le funzioni produttive, luoghi di culto, grandi luoghi di aggregazione per persone come discoteche e simili. Una destinazione che era stata confermata anche dalla Variante al Pgt firmata dall’amministrazione di centrosinistra, che aveva tolto il vincolo sulla cascina ormai diroccata (non senza qualche discussione in maggioranza) ma aveva introdotto il vincolo di “sensibilità paesistica alta”, che prevede appunto alcuni vincoli da rispettare per gli interventi (nella foto Google: la cascina, a pianta a C, con i tetti sfondati).

Il piano è stato adottato in giunta il 27 dicembre 2017, pubblicato due giorni dopo. Tra pochi giorni scade quindi il termine ultimo per presentare le osservazioni sulla bontà del piano e del suo impatto sul territorio.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 25 gennaio 2018
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