Sacchetti biodegradabili a pagamento nei supermercati, cosa c’è da sapere

L'introduzione dei sacchetti biodegradabili nei reparti frutta e verdura dei supermercati sta facendo molto discutere. Cosa dice la norma? Come si stanno comportando i marchi della gdo?

sacchetti biodegradabili

La novità dei sacchetti biodegradabili a pagamento nei reparti frutta e verdura dei supermercati sta scatenando dibattiti molto accesi sui social network.

Cosa dice la nuova norma sui sacchetti biodegradabili

La nuova norma che prevede l’utilizzo di shopper con almeno il 40% di materiale biodegradabile viene vista da molti cittadini come una tassa occulta o come un regalo alle aziende che producono questo tipo di sacchetti ma, in realtà, si tratta di un adeguamento alla normativa europea che punta all’eliminazione della plastica dalle buste della spesa e alla diminuzione dell’uso dei sacchetti in generale (proprio con questo intento si è deciso di farli pagare).

I supermercati non potranno più utilizzare buste non biodegradabili, pena l’applicazione di pesanti sanzioni, con multe da 2.500 euro a 25.000 euro e fino a 100.000 euro se la violazione del divieto riguarda ingenti quantitativi di borse di plastica oppure se il valore delle buste fuori legge è superiore al 10% del fatturato del trasgressore

C’è un altro fattore che ha spinto in questa direzione: i vecchi sacchetti di plastica venivano riutilizzati per l’umido e finivano nel compost che poi risultava inutilizzabile in agricoltura a causa dell’alta percentuale di polimeri presente nel terriccio, risultato della fermentazione dell’umido.

In alcuni comuni come Cassano Magnago si è arrivati al punto di non ritirare più l’umido dei privati imbustato in sacchetti che non siano quelli del comune, sollevando anche molte polemiche tra i cittadini.

Come si comportano i supermercati

Abbiamo verificato in due diversi supermercati (Tigros ed Eurospin) e abbiamo notato che ogni marchio ha la sua politica su questa novità: da Tigros, per il momento, i sacchetti sono gratuiti (poi costeranno 1 centesimo) mentre da Eurospin si pagano alla cassa al costo di 1 centesimo.

Questa mattina, invece, abbiamo pubblicato la lettera di un cittadino che ha fatto spesa all’U2 di Malgesso acquistando 4 mele che ha prezzato singolarmente, senza utilizzare i sacchetti: il risultato è stato che ha pagato 8 centesimi di sacchetti che non ha nemmeno utilizzato perchè in quel supermercato hanno inserito il pagamento del sacchetto direttamente alla bilancia. Nei supermercati Dpiù, invece, viene offerta la possibilità di usare gratuitamente sacchetti di carta al posto di quelli biodegradabili che restano a pagamento.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 03 gennaio 2018
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Commenti

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  1. Scritto da massimiliano_buzzi

    segnalo per completezza che pure esselunga addebita in modo automatico 1 centesimo per ogni voce del reparto frutta e verdura presente a scontrino.

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