“Sindaco Antonelli, chieda scusa a tutti i cittadini”

La lettera aperta del giornalista bustocco Simone Ceriotti al sindaco di Busto Emanuele Antonelli

Caricamento temporaneo per contributo 1up4rfh3py

Gentile sindaco Antonelli,

sono un cittadino di Busto Arsizio. Sono nato a Busto e ora ci vivo con mia moglie e i miei due figli. Scrivo una lettera pubblica perché sono arrabbiato e mi scopro davvero indignato per la vicenda della gioeubia con la faccia di Laura Boldrini bruciata ieri sera in sua presenza.

Conosco benissimo la tradizione quindi il mio problema non è il fatto che un fantoccio con fattezze umane bruci l’ultimo giovedì di gennaio. Il problema è lei, signor sindaco. Lei e la sua amministrazione comunale avete permesso che per tutta la giornata del 25 gennaio nella piazza più rappresentativa della città fosse esposto un pupazzo fatto da un gruppo politico, accompagnato da un messaggio di odio, con la foto di un esponente politico, terza carica dello Stato, donna e già bersagliata costantemente da insulti (della Lega e non solo) ben oltre la soglia di tollerabilità di un discorso democratico.

Faccio un salto indietro di 30 anni. Quando ero bambino aspettavo l’ultimo giovedì di gennaio, chiedevo a mia mamma di accompagnarmi in centro a vedere tutte le gioeubie. Alcune raffiguravano la classica “vecchietta”, altre (soprattutto quelle realizzate dai ragazzi del liceo artistico o da gruppi di coscritti) erano più “audaci” e si ispiravano all’attualità, sul modello dei carri allegorici. Ricordo anche i politici, certo, quelli della Prima Repubblica. Fatti di cartapesta e accompagnati da messaggi ironici o satirici.

Questa volta è stato completamente diverso. A partire dal fatto che c’è differenza tra la raffigurazione di un volto in cartapesta e la foto di una persona appiccicata sopra un manichino. E poi, ad accompagnare il tutto, un messaggio incommentabile e carico d’odio. Potete raccontare fandonie sulla “tradizione” ai media nazionali ma non a un bustocco che conosce benissimo sfumature e riti di questa usanza.

Mi dica lei, che cosa avrei dovuto dire a mia figlia di sei anni se ieri l’avessi accompagnata, come facevo io da bambino, a vedere le gioeubie? Se lei avesse letto quel cartello vergognoso di odio che accompagnava il fantoccio, che cosa avrei potuto spiegarle? I tanti bambini che ieri hanno visto questo schifo accompagnati dalle loro maestre che cosa si saranno sentiti raccontare? Che pensieri avranno avuto? Perché permettere che una cosa del genere sporchi una tradizione avallando una (folle) invettiva di una parte politica?

Ma soprattutto, signor sindaco: perché l’amministrazione comunale che lei rappresenta strizza l’occhio agli estremismi (soprattutto quelli legati a un partito che regge la sua giunta)? Così la ragion di poltrona e di quieto vivere vince sul buon senso, sul rispetto di tutti i cittadini, offrendo il gancio a un’immagine devastante e ingiusta che viene data della città a livello nazionale.

E ancora, perché se io sosto con l’auto in piazza Santa Maria con le quattro frecce vengo avvicinato (giustamente) dalla polizia locale, invece un orrore del genere, offensivo non solo per una parte politica, ma per una cittadina, istituzione, donna e addirittura per la Costituzione italiana, viene lasciato esposto per tutto il giorno tra i simboli della nostra tradizione senza che nessuno intervenga? E i tiepidi distinguo iniziano solo dopo il rogo? Perché avete paura di dire una parola contro le rappresentazioni estreme che incitano all’odio? Perché fate del male alla nostra città?

Come vede ho tante domande. Che voglio condividere con chi sottoscriverà questa lettera. Le sue scuse (non di facciata) devono arrivare non solo a Laura Boldrini, ma ai suoi concittadini che lei -mai come in questo caso- ha così indegnamente rappresentato.

di
Pubblicato il 26 gennaio 2018
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da ildudy

    Simone Ceriotti…dov’eri quando bruciavano Monti, Fornero, Berlusconi, Craxi, Occhetto, il sindaco Farioli…ma fammi il piacere. Non sai manco di cosa stai parlando. Indignazione a geometria variabile.

  2. Scritto da Bustocco-71

    Sottoscrivo ogni parola scritta dal sig. Simone Ceriotti.

  3. Scritto da Bustocca74

    Non condivido le idee della Boldrini,ma credo che il rispetto sia dovuto a tutti. Qui si è travalicato il limite della satira,ciò non ha nulla a che vedere con la nostra Gioeubia che scaccia i mali e l’inverno.
    Bravo Simone Ceriotti.

  4. Scritto da bustoweb

    Meno male che dice di essere di Busto, evidentemente non conosce la tradizione, tutti gli anni bruciano una figura politica che identifica una una situazione, Renzi ,la Fornero ecc…. E’ vero che siamo in campagna elettorale, credo sia un autogol questo chi ha voluto segnalare questa cosa che da anni esiste.Allora cosa bisognerebbe dire dei carri al carnevale di Viareggio che ridicolizzano i politici? Si candidi la prego ….

  5. Scritto da mark65

    é chiaramente una strumentalizzazione politica, il personaggio che approfitta dell’occasione per far parlare di se, fontana insegna. Bella la Sua lettera di indignazione al sindaco, m,a perchè non ne scrive una sulle cose serie per esempiosui cimiteri con le tariffe quadruplicate da questa amministrazione che costringe le persone anziane a fare debiti o prestiti per non avere i propri cari buttati in una fossa comune si indigni di questo o della coop che oltre ad essere una cosa oscena stava o lo farà alla prima occasione per rovinare il viale duca d’aosta si indigni di questo non di un pupazzo.

Segnala Errore