Tutti uniti per “far risorgere” Campo dei Fiori

Esperti, molti sindaci e un folto pubblico all'incontro organizzato dall'Insubria a Varese per fare il punto della situazione a qualche mese dall'incendio che ha distrutto 350 ettari di bosco. Ecco gli interventi fatti e quelli che restano da fare

Il campo dei fiori dopo l'incendio

Un’aula piena e tutti i sindaci in prima fila, a testimoniare, semmai ce ne fosse bisogno, l’affetto per il Campo dei Fiori. L’incendio che ha devastato i boschi nell’ottobre dello scorso anno ha toccato il cuore dei varesini ma, passato il primo momento di sorpresa e scoramento, s’è presentata urgente una domanda: cosa fare per riportare la montagna alla situazione originaria? La risposta è arrivata dall’incontro organizzato con gli esperti all’Insubria di Varese ed è: nulla sarà come prima ma non è detto che sia irrimediabile. Un incendio cambia le condizioni del bosco, cambia la struttura del terreno, cambia il numero e la tipologia delle specie animali. Insomma modifica l’esistente ma una volta consapevoli che questo fenomeno è inevitabile, occorre studiarlo e soprattutto governarlo.

E quindi come sta il nostro Parco del Campo dei Fiori? Dopo l’incendio che lo ha colpito il 25 ottobre scorso in molti si chiedono quale sia il punto della situazione. Dopo l’emergenza e il grande allarme, è tempo di capire come e quando intervenire sul territorio, per risanare l’area dopo le fiamme.

Avarie

A spiegarlo è il Presidente del Parco, Giuseppe Barra che insieme ad altri esperti nella serata di venerdì 12 gennaio ha tenuto un incontro pubblico all’Aula Magna dell’Insubria di Varese, «Ora possiamo dare delle risposte a quello che tutti ci chiedono, come intervenire?».

In questi mesi il Parco, affiancato da Regione Lombardia ha iniziato uno studio per valutare i danni provocati dalle fiamme, che hanno interessato un’area di circa 350 ettari colpendo la località del Monte San Francesco, andando poi a toccare l’area boschiva nei comuni di Luvinate, Barasso e estendendosi verso ovest, per poi salire in quota. Un altro incendio ha interessato poi, la zona della Rasa nella parte della Valle del Legnone, salendo in quota fino sotto il Monte Pizzelle.

«Abbiamo fatto un lavoro di verifica di quella che è la valutazione dei danni – spiega Barra –. Il fuoco ha bruciato per lo più materiale combustibile al suolo e, a tratti, lo strato arbustivo andando a rompere l’equilibrio naturale di un grande patrimonio naturalistico. Economicamente si parla di un danno di circa 3 milioni di euro ed è già stata presentata una mozione a Regione Lombardia per lo stanziamento di questi fondi. Il danno provocato dall’incendio è stato grave e gli interventi da fare sono diversi».

In particolare, è necessario intervenire sulla messa in sicurezza, «abbiamo già iniziato un lavoro di pulizia dei sentieri e rimozione degli alberi morti, anche grazie al lavoro dei volontari. Ora però è necessario intervenire con urgenza soprattutto per quanto riguarda la valutazione dei rischi di natura idrologica, in particolare nel versante sud. Le fiamme hanno indebolito il terreno e acuito questo rischio, aspetti meteorologici importanti potrebbero trascinare materiale. Già nel maggio del 2017 avevamo depositato un piano di indirizzo forestale dove venivano sottolineate queste criticità, che oggi diventano più urgenti».

Inoltre, continua Barra: «Ci saranno delle aree da ripiantumare mentre in altre zone si potranno riaprire delle radure come era in passato. Questo vuol dire riportare un equilibrio più favorevole per cervi, caprioli e altri animali, creare una biodiversità maggiore. Inoltre, è necessario mettere in sicurezza i sentieri».

Insieme all’Università dell’Insubria inoltre, si è cercato di capire quale sia il modello di gestione di tutta l’area, basandosi su un modello svizzero, «bisogna attuare dei piani di intervento veri che diventino l’elemento per limitare le situazioni di rischio come incendi ma anche frane o corsi d’acqua interrotti. Bisogna quindi intervenire sulle aree esposte, come il patrimonio della Via Sacra circondato da fitto bosco o le zone vicine gli abitati. Il patrimonio boschivo va gestito anche con la collaborazione dei privati, proprietari delle aree, per far sì che si vada oltre all’indirizzamento dei tagli delle piante».

Quando verranno effettuati gli interventi?
«I primi interventi sono già stati portati a termine, grazie ai tanti volontari che in due incontri nel mese di novembre ci hanno aiutato a ripulire i sentieri. Inoltre, abbiamo già fatto un censimento dell’area di nostra competenza, il sentiero verso il Forte d’Orino, e abbiamo individuato cinquanta esemplari che non ci danno garanzia di sicurezza e stiamo procedendo per abbatterli. Sul discorso del recupero delle aree invece, inizieremo a lavorare in primavera, anche perchè questo ci permetterà effettivamente di capire se ci sono anche altre “macchie grigie”. Inoltre, aspettiamo che Regione ci dia delle risposte».

Quanto hanno raccolto le iniziative di solidarietà?
«In questi mesi sono stati raccolti, tra privati e cittadini circa 26 mila euro. Tutti hanno fin da subito dimostrato una grande solidarietà e voglia di ripartire. Il lavoro dei volontari è stato indispensabile, così come l’aiuto di tutti».

Tutti gli articoli sull’incendio del Campo dei Fiori 

di adelia.brigo@varesenews.it
Pubblicato il 12 gennaio 2018
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