Un gruppo di cittadini indice l'”assemblea della memoria e della vergogna”

In risposta alle pesanti parole usate su Facebook dal sindaco Cristina Bertuletti un gruppo di cittadini ha deciso di indire un’Assemblea pubblica, per venerdì 2 febbraio

giorno della memoria

In risposta alle pesanti parole usate su Facebook dal sindaco di Gazzada Schianno Cristina Bertuletti un gruppo di cittadini ha deciso di indire un’Assemblea pubblica, per venerdì 2 febbraio alle ore 20.30, in via Italia Libera 62 (nella casa di fronte all’ex oratorio di Gazzada).

“Giornata della memoria e della vergogna” recita il titolo del volantino che spiega: “La vergogna per le leggi razziali, la vergogna per una guerra di immani catastrofi, la vergogna per i campi di sterminio, ed oggi la vergogna dell’insulto per i patrioti e i martiri dei campi di sterminio”.

Aprirà l’incontro Ester Maria De Tomasi, figlia del partigiano e deportato politico Sergio.

“L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, non è solo quello di dare una risposta forte agli attacchi volgari , carichi di odio e di disprezzo ma è soprattutto quello di dire basta all’indifferenza perchè – come ci ha ricordato in questi giorni papa Francesco – “ il nemico contro cui lottare non è soltanto l’odio, in tutte le sue forme ma, ancor più alla radice, l’indifferenza; perché è l’indifferenza che paralizza e impedisce di fare quel che è giusto anche quando si sa che è giusto”.

Partendo da questo pensiero semplice e consci che la difesa dei Valori su cui si fonda la nostra comunità è un dovere collettivo, è un dovere di popolo, abbiamo pensato che fosse un errore organizzare l’assemblea in quanto partiti politici, la organizzeremo e la gestiremo allora come cittadini, democratici e antifascisti e così tutti potranno parteciparvi , portare il loro contributo e condividere con noi l’impegno a difendere la memoria dei nostri patrioti e dei martiri dei lager, la Costituzione, la libertà, la dignità di ogni persona a prescindere dalle sue idee religiose e politiche, dalle sue origini, dai suoi orientamenti sessuali. Per farlo non si può essere indifferenti nei confronti delle provocazioni nazifasciste, antisemite, razziste, omofobe di chicchesia, tanto più se pubbico ufficiale , e non si può cancellare la memoria perché, come diceva Primo Levi: “tutti coloro che dimenticano il loro passato sono destinati a riviverlo”. E noi non vogliamo riviverlo e non vogliamo che lo rivivano le generazioni future.

Un gruppo di democratici e antifascisti

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 gennaio 2018
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