Varese non dimentica Calogero Marrone, uomo libero e giusto

L'Istituto Calogero Marrone ha presentato questa mattina una serie di iniziative che si svolgeranno a partire dal mese di gennaio per ricordare l'eroe varesino insignito del titolo di "Giusto tra le Nazioni"

Calogero Marrone

Uno spettacolo teatrale, un incontro pubblico, un dipinto murale e un piccolo opuscolo, ma anche un film, un libro e una proposta che suona come una sfida a tutta la città. Così sarà ricordato nelle prossime settimane  Calogero Marrone, il capo dell’Ufficio Anagrafe di Varese che salvò la vita a centinaia di ebrei ed antifascisti durante i tragici mesi finali della Seconda Guerra mondiale, fornendo loro una nuova identità.

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Questa mattina, l’Istituto Calogero Marrone di Varese, ha presentato le diverse iniziative in programma, partendo da quelle che si svolgeranno nel mese di gennaio, in cui ricorre la Giornata della Memoria. Ma si è parlato anche di progetti che prenderanno forma nei prossimi mesi e di un’idea che potrebbe richiedere molti anni e molta determinazione.

«Calogero Marrone è una figura importante della storia di Varese – ha detto Margherita Giromini, vicepresidente dell’Istituto – La sua vicenda, il suo coraggio e il messaggio che ci ha lasciato devono essere conosciuti e mai dimenticati, soprattutto dai giovani. Per questo è nato l’Istituto varesino a lui intitolato, che in questi mesi ha lavorato con le scuole e con l’Amministrazione comunale per organizzare una prima serie di iniziative».

Si parte, come detto, nel mese di gennaio, in concomitanza con le iniziative per il Giorno della Memoria.

Venerdì 19 gennaio, dalle 9 alle 13 al Teatro Santuccio, si terrà uno spettacolo per ricordare la Shoah. Protagonista il gruppo teatrale del Liceo artistico Frattini di Varese, guidato dal professor Andrea Minidio che presenta “Da grande voglio fare teatro”, tratto dal libro “Ma non sono passata per il cammino” della francese Francine Christophe. L’autrice, scampata all’Olocausto, è oggi presidente dell’Associazione Sopravvissuti al Campo di Bergen Belsen, e il 25 aprile dell’anno scorso è stata l’ospite d’onore della cerimonia di consegna del Premio XXV Aprile ai bambini delle scuole primarie di Varese.

Venerdì 26 e sabato 27 gennaio, nel porticato di Palazzo Estense, proprio di fianco all’Ufficio Anagrafe, i soci dell’Istituto distribuiranno ai cittadini un pieghevole che riassume la vita e la figura di Calogero Marrone. «Vogliamo dare un segno tangibile della sua vita e del suo messaggio, per farlo conoscere e ricordare – ha spiegato Angelo Zappoli, dell’Istituto varesino – Un messaggio di responsabilità del bene comune che si contrappone alla “banalità del male” di cui parlava Hanna Arendt».

Sempre venerdì 26 gennaio, nel Giorno della Memoria, alle 17.30 in Sala Montanari si terrà un incontro pubblico organizzato dal Comune di Varese e dall’Istituto. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Galimberti e della vicepresidente Margherita Giromini, Angelo Zappoli presenterà una riflessione sul significato della Shoah.

Il professor Robertino Ghiringhelli, docente e storico varesino, parlerà delle leggi razziali e della loro applicazione a Varese.

Seguirà una testimonianza di Elena Brusa Pasquè sull’aiuto che molte famiglie varesine prestarono, proprio in collaborazione con Calogero Marrone, per salvare centinaia di persone dalla deportazione nei campi di sterminio. Storie di grande generosità e impegni civile che Elena, nipote di Alfredo Brusa Pasqué, amico e collaboratore di Marrone, sta raccogliendo in un libro che potrebbe essere presentato già nei prossimi mesi, in occasione del 25 aprile.

Nel corso dell’incontro in Sala Montanari ci sarà anche un intermezzo musicale proposto dai ragazzi del Coro della scuola Vidoletti.

Infine, lunedì 29 gennaio, alle 11 al Teatro Santuccio, è in programma un incontro con i giornalisti, la cittadinanza e gli studenti dell’Istituto Isis Newton di Varese, durante il quale il regista Mauro Campiotti illustrerà le fasi di realizzazione del film su Calogero Marrone, con la colonna sonora scritta dal musicista e romanziere Marco Marcuzzi. Gli studenti presenteranno del murale che stanno studiando per ricordare Calogero Marrone nelle vicinanze della via che gli è stata intitolata l’anno scorso.

All’incontro di presentazione di questa mattina ha partecipato anche Rosario Manganella, il presidente nazionale dell’associazione intitolata a Calogero Marrone a Favara, in provincia di Agrigento, suo paese natale. Manganella ha rilanciato la proposta di un gemellaggio tra Favara e Varese: «Ne parlai qualche anno fa con l’allora sindaco Attilio Fontana – ha detto – ma non si riuscì a far partire il progetto, che proveremocomunque a riproporre».

Manganella, ex sindaco di Favara, ha il grande rimpianto di aver dovuto ordinare la demolizione della casa natale di Marrone, ormai abbandonata e pericolante, ed ha esortato gli amministratori varesini a non commettere il suo stesso errore. L’invito, esplicito, è quello di non permettere che venga venduta l’ultima residenza di Calogero Marrone, quella casetta gialla in via Sempione 14, dove l’antifascista varesino venne arrestato il 7 gennaio del 1944. Il luogo più giusto per creare un museo dove conservare, per sempre, la memoria di Calogero Marrone e di quei tempi bui che non devono mai più tornare.

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 05 gennaio 2018
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