Amsc prepara il bando per la piscina di Moriggia

Di una ristrutturazione si parla da anni, ora il sindaco - dopo la chiusura dell'impianto per un piccolo cedimento - dice che i tempi sono maturi. "È un punto del rilancio di Amsc"

piscina olimpionica varese

Si deve ancora capire se ci sono le condizioni per riaprirla, la piscina di Moriggia. Ma all’orizzonte l’idea è chiara: un rinnovo della struttura è necessaria. «Quando i periti ci faranno avere un quadro completo ci esprimeremo sui tempi di riapertura» dice oggi il sindaco Andrea Cassani, dopo l’incontro con il presidente di Amsc Roberto Campari (la prospettiva è di una risposta nella giornata di venerdì). « Ma il problema di oggi è un piccolo intralcio, certo con disagi, rispetto alla prospettiva di un importante progetto di riqualificazione».

Se ne discute da molto, da anni, del rinnovo. Sulla Moriggia si sono spesi molti soldi in passato per “mettere le pezze” su un impianto ormai vecchio, ma le carenze sono evidenti, per chi abbia frequentato altri impianti natatori e polisportivi di più recente costruzione. È un tema che s’interseca anche con quello dell’economicità del servizio, visto che oggi – nel suo complesso – l’impianto di Moriggia è in perdita: l’amministrazione Guenzani ad esempio aveva ipotizzato una sola gestione esterna, sganciata dalla ristrutturazione, scontrandosi con molte polemiche e resistenze. Sempre la precedente giunta aveva in seguito avviato il progetto (da 700mila euro), arenatosi poi per una serie di errori formali, poi finiti sotto la lente della Gdf (tema di scontro tra Pd e maggioranza in consiglio comunale, martedì scorso).

E ora? Il centrodestra, dopo molte discussioni, ha scelto la strada del project financing: quando arriverà il bando esplorativo? «Verosilmente entro una decina di giorni» dice il sindaco Andrea Cassani, facendo il punto sulla questione. Un avviso esplorativo «per la riqualificazione di tutto l’impianto, perché puntiamo a rendere un impianto all’avanguardia quello che dopo 43 anni è una struttura non più in linea con gli standard qualità del settore».

La tempistica immaginata qual è? «L’obbiettivo è arrivare a conclusione a estate 2020, con la riqualificazione completa dell’impianto» dice Cassani. A questo punto, poi, resta da capire se nel frattempo l’impianto riaprirà con la messa in sicurezza (dipende da quanto onerosa) o se si andrà direttamente al cantiere di rinnovo complessivo.

Al di là della cronaca, Cassani indica anche in Moriggia un capitolo del piano di rilancio (futuro) dell’azienda, quell’Amsc al centro di innumerevoli polemiche negli ultimi dieci anni: «Quando siamo arrivati si pensava a dismettere l’azienda, rimasta solo con attività meno vantaggiose. Oggi pensiamo al rilancio, per esempio con la reingenerizzazione dei processi per farmacie, uno dei settori che possono produrre utili. Contestualmente al bando per la piscina faremo anche un bando per un profilo dirigenziale per una struttura di vertice che governi il rilancio dell’azienda, anche a fronte di una serie di pensionamenti di figure apicali: l’amministratore unico con funzione di liquidatore poteva andare nell’idea di Lovazzano e Guenzani, non nella nostra idea di rilancio di un’azienda».

Certo, la strada è accidentata, visto che l’azienda ha visto erosi gli ambiti d’intervento dalle norme nazionali (ad esempio la gestione acqua) e oggi si trova a fare i conti con molti rami in perdita (tra cui la stessa piscina, che potenzialmente dovrebbe essere un servizio in grado di produrre utili. «L’unico ramo che produce guadagno oggi sono le farmacie, anche qui faremo una riorganizzazione degli spazi, per esempio con il trasferimento della farmacia di via Sciesa – oggi in affitto – spostata alla sede del Camelot».  Cassani comunque è convinto: «Nel 2021 sarà tangibile un rilancio che sembrava insperato nel 2016».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 22 febbraio 2018
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