Fiab: “I cartelli salvaciclisti? Che siano parte di un processo più ampio”

Le sezioni locali della Federazione Amici della Bicicletta plaudono ala nuova tappa della campagna per la sicurezza dei ciclisti. E chiedono di fare passi in più

Cartelli salvacislisti

A Gallarate sta continuando la campagna dell’amministrazione comunale per la sicurezza dei ciclisti, progettata insieme a Ivan Basso.

Dopo il “decalogo” per i ciclisti – che aveva fatto discutere -, dopo il partecipatissimo evento delle bici in piazza, dopo l’incontro con Bugno e Scarponi, ora la campagna si rivolge a chi si muove in automobile (nella foto, l’assessore Francesca Caruso).

«La raccomandazione agli automobilisti, mediante cartelli definiti “salvaiciclisti”, di tenere una distanza di almeno 1,5 metri per sorpassare chi pedala è sicuramente meritoria ed utile per rammentare che gli utenti della strada, soprattutto quelli cosiddetti ”deboli”, debbono essere rispettati adeguando il proprio stile di guida» commenta la Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta), con un comunicato sottoscritto dalle sezioni di Varese, Cardano al Campo, Lago Maggiore e Saronno.

«E’ innegabile, però, che si tratti di un’esortazione che necessita approfondimenti per quanto riguarda l’applicazione pratica, oltre a dover essere articolata alle diverse situazioni: strade urbane/extraurbane, velocità di sorpasso, disciplina del traffico e segnaletica. Pur riconoscendo infatti l’importante valore “esortativo” che questo provvedimento ha – quello di rendere maggiormente coscienti gli automobilisti della presenza dei ciclisti urbani – auspichiamo che non ci si limiti all’installazione dei cartelli. Un’esortazione come questa dovrebbe essere un punto di partenza per una riflessione generale in grado di coinvolgere tutti i soggetti in gioco: automobilisti, ciclisti, ma anche addetti ai lavori, dai progettisti a chi si occupa di mobilità urbana».

«Non solo: le nostre città, come chiede anche Fiab nazionale, dovrebbero essere messe “a dieta di traffico”, sviluppando la mobilità attiva: a piedi, in bici e con il trasporto pubblico. Un obiettivo questo che deve impegnare tanto le istituzioni nazionali, a cominciare dall’approvazione della riforma del Codice della Strada, che si è arenato al Senato (DdL n. 1638) dopo l’approvazione alla Camera nel 2014, quanto quelle locali con interventi e iniziative conseguenti, tra le quali quella adottata dal comune di Gallarate può essere un passo significativo a cui altri, probabilmente più impegnativi, dovranno seguire».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 febbraio 2018
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