“Abbiamo battuto Zalone in Ticino, adesso arriviamo anche da voi”

Quattro chiacchiere prima dell'anteprima italiana di "Frontaliers Disaster", al Miv martedì 6, che vedrà la presenza di Bernasconi & Bussenghi

Generico 2018

Arrivano: Dopo il grande successo in Canton Ticino, i Frontaliers ritornano in Italia. E per l’anteprima nazionale hanno scelto Varese, che tanto li ama già da anni.

Così, Bernasconi e Bussenghi saranno martedì 6 febbraio 2018 al MIV di Varese, ospiti speciali della proiezione in anteprima del loro Frontaliers Disaster, il “primo vero film dei Frontaliers” dopo quello, distribuito in DVD nei valichi di frontiera, di qualche anno fa.

BUSSENGHI E BERNASCONI DAL VIVO AL MIV PER LA PRIMA ANTEPRIMA ITALIANA

Una anteprima non ad inviti, ma aperta a tutti: prenotare però è d’obbligo, visto il successo che già si profila. L’appuntamento per un selfie e degli autografi con Loris Bernasconi e Roberto Bussenghi, cioè con Paolo Guglielmoni e Flavio Sala, è alle 20 nella hall del Miv: il film poi avrà inizio alle 20.30.

Mezz’ora prima, alle 19.30, Bussenghi  Bernasconi saranno protagonisti anche di una diretta facebook dalla pagina di Varesenews: se non volete perdervela, vi consigliamo di mettere mi piace alla nostra pagina, se non l’avete già fatto, e di azionare le notifiche su quando andiamo in diretta: verrete avvisati all’inizio della conversazione.

 

“IN TICINO ABBIAMO BATTUTO CHECCO ZALONE”

Ma Loris Bernasconi e Roberto Bussenghi, cioè i due protagonisti Paolo Guglielmoni e Flavio Sala,  cosa si attendono dall’Italia?

Abbiamo provato a chiederlo a Loris J. Bernasconi, che come guardia di frontiera è svizzero nel film (contrariamente all'”Italiano” Roberto Bussenghi, alias il ticinese Flavio Sala) come nella vita, sotto forma dell’attore Paolo Guglielmoni.

Com’è andata in Svizzera? Avete “sconfinato” anche negli altri Cantoni, a quanto pare…
«“Frontaliers Disaster” in Ticino è uscito a Natale. Con 28’000 entrate (il film è tuttora in programmazione, settima settimana nelle nostre sale) abbiamo battuto il record di incassi al box office locale, che era di Checco Zalone con “Quo Vado?”. Nella Svizzera francese e tedesca siamo usciti due settimane fa con il film sottotitolato, lasciando il parlato originale in italiano e dialetto. In prospettiva, a fine corsa, stimiamo di raccogliere 5-6 mila spettatori in quelle zone. Un risultato più che decoroso. Va sottolineato che al di là della galleria del San Gottardo hanno parlato di noi i principali giornali confederati: Neue Zürcher Zeitung, Blick, Le Temps. Per i ticinesi che a volte si sentono dimenticati da Berna e dal resto del Paese, una bella vetrina». 

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Loris J. Bernasconi, il protagonista della chiacchierata

Nel film ci sono “guest star” italiane (Enrico Bertolino, Sarah Maestri, Claudia Barbieri e Teco Celio, ticinese adottato dal cinema italiano) com’è stato lavorare con loro?
«Per me, Loris Bernasconi, è stato un privilegio vederli lavorare. La mia impressione è che sappiano perfettamente, mentre recitano, come poi appariranno su grande schermo. Sono dei super professionisti, molto consapevoli. Il contatto più diretto mio è stato con Teco Celio che interpreta il Comandante delle Guardie di confine svizzere, Regione Ticino. Chi ha visto “Frontaliers Disaster” dice che la nostra scena, quando mi convoca nel suo ufficio per darmi un’importante notizia, sia un momento forte del film…»

Quale è stato il miglior complimento al film, e, se c’è, la miglior critica?
«Il miglior complimento, in un momento in cui tutti siamo sottoposti a una vita sempre più stressata, sono stati i grazie del pubblico alla fine delle proiezioni speciali, quando accompagnavamo il nostro lungometraggio in giro per la Svizzera: “Grazie per averci fatto ridere, non averci fatto pensare a nient’altro che a ridere”. È stato un piacere, da parte della critica svizzera, leggere che il nostro passaggio dallo sketch breve al film lungo è riuscito, che quello che era il più grande ostacolo – mantenere vivi e divertenti i personaggi facendoli “pirlare” all’interno di un’avventura di 100 minuti – l’abbiamo scavallato».

Era un po’ che non vi vedevamo. Cosa state facendo, in Svizzera, oltre al film che avete presentato?
«Continuiamo a lavorare per la RSI, la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana. Quando non siamo i Frontaliers, siamo Paolo Guglielmoni e Flavio Sala con altre mansioni per la radiotv svizzera italiana. Noi abbiamo sempre creduto nel potenziale di Bussenghi e Bernasconi e il pubblico, che ringraziamo in ginocchio, a ogni nostra nuova uscita ci regala a livello locale grandi numeri. Resta chiaro che far “dormire” il prodotto per almeno 2-3 anni tra una sortita e l’altra, aiuta la gente ad accoglierci con più interesse».

Che accoglienza vi aspettate in italia?
«Qualche anno fa, quando abbiamo venduto i nostri DVD ai valichi tra Svizzera e Italia, ci siamo accorti che facciamo ridere anche gli Italiani. Addirittura su Facebook ci scrivono… dall’Emilia, dalla Toscana, dal Lazio, dal Meridione! La nostra comicità “passa” il confine ed arriva a voi “azzurri”, ed è bellissimo così. Noi non vogliamo fare politica, ma solo, con una risata, ridere di noi stessi, ridere di voi Italiani e di noi Svizzeri, sciogliendo in questo modo qualche tensione, qualche pregiudizio reciproco di troppo. Io mi aspetto di essere accolto con grande entusiasmo. In fondo, quando tartasso il vostro connazionale Bussenghi, faccio solo il mio lavoro. Poi, detto tra noi, un po’ mi sta simpatico. Vedere il film per credere».

FRONTALIERS DISASTER: IL FILM

Frontaliers Disaster, che arriva dieci anni dopo la nascita dei Frontaliers, serie comica della Rsi, ha come sempre protagonisti Paolo Guglielmoni nel ruolo della guardia di frontiera Loris J. Bernasconi, e Flavio Sala nella parte del frontaliere Roberto Bussenghi (con Barbara Buracchio nel ruolo di Amélie) ma non mancano ospitate tutte italiane come quella di Enrico Bertolino e della varesina Sarah Maestri. Regista e produttore del film, in coproduzione con RSI, è Alberto Meroni: che ha firmato il primo vero film, distribuito solo nelle sale, della “banda” amatissima in Canton Ticino ma anche nelle zone di frontiera italiane.

La produzione di Frontaliers Disaster ha richiesto circa 2 anni e mezzo di lavoro, dall’idea alla scrittura al casting al tournage: 5 settimane di riprese che hanno coinvolto località dell’intera Svizzera italiana, ma soprattutto hanno dato a una trentina di giovani talentuosi professionisti svizzero italiani, usciti dalle scuole di cinema del territorio, la possibilità concreta di misurarsi su un set importante.

Frontaliers Disaster è stato distribuito in tutte le sale della Svizzera italiana giovedì 21 dicembre, a metà gennaio è stato proiettato in altri cantoni svizzeri, e dall’8 febbraio sarà in alcune sale Italiane di frontiera. L’anteprima italiana, con i protagonisti, sarà proprio a Varese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 febbraio 2018
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