Giochi dei bambini in condominio: diritto o “sciagura”?

Torna lo sportello virtuale gestito da Aiac-Federazione di Varese: oggi l’esperto affronta un tema molto dibattuto: quello dei giochi dei bambini in condominio.

bambini in condominio

Torna lo sportello virtuale gestito da Aiac-Federazione di Varese: oggi l’esperto Stefano Affolti  affronta un tema molto dibattuto: quello dei giochi dei bambini in condominio.

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Il gioco dei bambini è un problema aperto negli spazi condominiali: in alcune realtà vi è un’area ad hoc, ma si tratta di una fortunata minoranza. Quasi sempre, specialmente nelle città, non solo manca l’angolo dei giochi, ma non c’è neanche il giardino, mentre il cortile si riduce a zona di passaggio e ricovero delle auto. In tutti questi casi è possibile limitare o addirittura vietare le attività ludiche? Quali sono le regole da seguire, e quali i comportamenti più consoni all’armonia della non semplice vita di vicinato?

La prima risposta, come sempre, viene dalla “Magna Charta” del condominio: il regolamento, che può fissare precise disposizioni sul godimento degli spazi comuni, per esempio stabilendo degli orari. In seconda battuta, diversi comuni italiani hanno incluso il gioco dei bambini nel regolamento di polizia urbana, il documento che declina le regole operative di base della convivenza civica. Dove è successo – è il caso anche di metropoli come Milano e Torino – l’amministrazione ha tutelato espressamente il divertimento dei minori, giudicandolo meritevole di particolare attenzione.

Se né le regole del condominio, né quelle del comune di residenza se ne occupano, la questione va risolta armandosi di buonsenso e tenendo conto delle tendenze giurisprudenziali, sociali e culturali del momento. Negli ultimi anni a livello mondiale si è imboccata con decisione la strada del “prima i bambini”, abbracciata un po’ da tutte le organizzazioni internazionali. Legislazioni, sentenze e consuetudini nazionali si stanno uniformando a queste indicazioni.

Morale: oggi non solo non si può negare ai bambini il gioco nei condomini, ma diverse sentenze di tribunale lo definiscono addirittura una forma ulteriore di godimento degli spazi comuni, se non proprio la forma suprema. È ormai assodato che i piccoli possono essere considerati a tutti gli effetti condòmini, persone che fruiscono dei beni comuni e, in quanto tali, titolari di diritti ineludibili.

Non solo diritti, però: ci sono anche doveri. La libertà di gioco dei piccoli non è assoluta, poiché deve tener conto dei paletti validi per tutti, riassumibili nell’attenzione a non disturbare la quiete e il godimento altrui. Perciò è bene che i genitori evitino gli schiamazzi e prevengano l’eventualità che siano danneggiate cose comuni e private altrui. È il classico caso della pallonata che finisce sulla macchina posteggiata o, peggio, contro il vetro della finestra: chi rompe paga, e se a rompere sono i bimbi a pagare saranno gli adulti responsabili.

 

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Pubblicato il 13 febbraio 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Sono d’accordo anche per propedeuticamente ristabilire un tessuto di relazioni sociali che si sta desertificando ….però tutti dovrebbero essere rispettosi delle regole e delle fasce orarie prestabilite. Purtroppo l’indole italiana non è così ed il condominio sta diventando uno dei luoghi più stressanti dove vivere. Passi, rumori, tacchi.e feste a tutte le ore senza che il condomino rispettoso ed educato venga minimamente tutelato, condomino spesso soggiogato alle prepotenze dei peggio gretti cafoni. A peggiorare la situazione sono arrivati i cani, l’ultimo gadget toy trattato come un bambino-morfizzato. Cani molto spesso a cui non si nega nulla per poi vietare ad un bambino quelle 2 ore di gioco condiviso. Stendiamo un velo pietoso sul degrado morale di questa società.

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