Grande Nord guarda alle comunali. “Alternativi al centrodestra di Rivolta”

Il partito autonomista ha messo radici dallo scorso anno in paese e, spiega Modesto Verderio, pensa anche alle amministrative

gallarate generico

«Prima della sede di Busto, ci trovavamo qui da mia mamma, in trattoria. Si andava in giro ad attacchinare, io in auto e Speroni in motorino. E bisognava stare attenti ai missini, ce l’avevano su con noi che eravamo autonomisti». Torna subito la parola autonomia, appena Modesto Verderio attacca a parlare, davanti alla “trattoria della Lucia” a Lonate Pozzolo.

Trent’anni dopo l’inizio dell’avventura con la Lega Nord, Verderio è ancora in corsa. Salutata per sempre la Lega (non più Nord, «è diventato un partito nazionalista») di Salvini, è uno degli alfieri locali di Grande Nord, la formazione autonomista che s’ispira al partito dei tedeschi del Suedtirol e promette di fare solo gli interessi del Nord («siamo rimasti solo noi a parlare del Nord).

La partita per le regionali e le nazionali è appena aperta, ma qui si guarda già anche alle comunali. Per ora Verderio fa campagna da militante: «Non mi sono candidato, come non si è candidato Reguzzoni» (le liste le trovate nel nostro speciale, qui). «La scelta del Grande Nord è di avere uomini sul territorio, il mio compito è come coordinatore di Lonate Pozzolo, anche in vista delle amministrative».

E Lonate è un laboratorio interessante. Verderio si è fatto la fama – negli ultimi due lustri – del leghista duro e puro. Che ruppe con Forza Italia e Udc, che tentò di portare in piazza la gente contro la ndrangheta. «Ma qui a Lonate toccare il tema ndrangheta non porta voti: quando abbiamo fatto la fiaccolata ci siamo trovati da soli». La Lega lonatese è tornata in squadra con il centrodestra per il mandato di Rivolta, Verderio ha rotto del tutto, insieme a Paolo Tiziani. Hanno aderito a Grande Nord, che qui ha messo radici con una campagna contro l’insediamento dei profughi. «Ne volevano portare cento, in aggiunta ai trentotto presenti. Noi siamo partiti con l’assemblea pubblica con 180 persone presenti, abbiamo lanciato la raccolta firme: 1569, consegnate al Prefetto e al Conmissario Prefettizio. Per chiedere sospendere in questa fase, sarà poi la prossima amministrazione a decidere, se aderire al sistema Sprar o meno. Intanto il centrodestra di Lonate non ha fatto nulla, anzi Rivolta millantava in una intercettazione di barattare profughi con due dipendenti in più da inserire all’ufficio tecnico».

E allora, veniamo al punto. Che farà Grande Nord per la primavera 2018? «Non faremo alleanza con il centrodestra. Non per ragioni politiche nazionali, ma perché c’è una situazione diversa da altri Comuni. Non potremmo allearci con il centrodestra lonatese che – trascinato dalla vicenda di Rivolta – è la causa del commissariamento e delle elezioni anticipate».

Scelta di campo netta: la priorità per Grande Nord è la discontinuità, cambiare strada a Lonate. «Si pensava ad una Grande lista civica: tutte le liste civiche e il centrosinistra e anche il Grande Nord potevano contestare questo centrodestra». Ipotesi che però sembra già tramontata, con doppio veto incrociato tra due diversi gruppi: Democratici Uniti e Simontacchi da un lato, il gruppo di ex amministratori con Buonanno e Canziani dall’altro.

«Il fatto di non aver fatto una lista unica alternativa al centrodestra di Rivolta è una occasione persa. Certo bisognava poi costruire un programma, ma si poteva arrivare a unire tutti». E Grande Nord, a questo punto, che fa? «A noi rimane o l’ipotesi di una alleanza con la sinistra degli ex amministratori o una corsa da soli. Per rappresentare quei voti di centrodestra che non si riconoscono in chi governava con Rivolta».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 09 febbraio 2018
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