Liberi e Uguali rilancia l’idea dello Sprar

Invece di grandi centri, un modello di accoglienza basato su piccoli gruppi e coinvolgimento diretto del Comune

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Liberi e Uguali Gallarate

Il sindaco di Gallarate canta vittoria perché la K.B. srl sembra aver ritirato la propria disponibilità all’accoglienza di migranti nelle proprie strutture.

Il primo cittadino sventola, ormai come coazione a ripetere, il consueto “fora di bal”, auspicando un pronto trasferimento dei migranti ospiti a Gallarate in quel di Bresso, dimostrando tra l’altro una visione del problema che non sa andare oltre la becera visione del tornaconto locale e personale. I leghisti di Bresso saranno felici di questo gioco dei quattro cantoni (sulla pelle delle persone).

Da tempo sosteniamo la necessità di maggiori controlli e verifiche su chi accoglie i migranti: il rispetto della dignità e dei diritti umani dei profughi passa dall’evitare che l’accoglienza diventi business senza scrupoli da parte di società o “false” cooperative che lasciano gli stranieri abbandonati a se stessi, in condizioni abitative e di salute precarie, senza organizzare alcuna attività che permetta anche semplicemente di imparare la lingua italiana.

Per questo riteniamo che Gallarate, se davvero vuole affrontare il tema della presenza dei profughi, fuori da slogan buoni solo per la propaganda ma inefficaci nella sostanza, debba aderire al sistema SPRAR, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che realizza progetti di accoglienza integrata. Progetti cioè che non si limitano a dare vitto e alloggio, ma che includono anche momenti di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, al fine di costruire le condizioni reali per l’inserimento socio-economico della persona straniera.

La fame, d’altra parte, non si ferma con i daspo, con i muri e nemmeno con i fucili.

Liberi e Uguali Gallarate

 

[foto: Casa Onesimo, Busto Arsizio, qui la storia]

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 febbraio 2018
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