Maltrattamenti e farmaci in eccesso, indagine sulla comunità per disabili

I parenti di cinque ospiti della struttura per disabili gravi di Mazzafame hanno presentato un esposto alla Procura denunciando abuso di farmaci e maltrattamenti sui loro cari. Indagine in corso

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Avevano affidato i loro parenti, disabili gravi, ad una comunità protetta gestita dalla cooperativa Anteo, aperta a gennaio del 2017 nel quartiere Mazzafame di Legnano e in pochi mesi si sono ritrovati con i loro stessi figli, fratelli, sorelle sotto effetto di farmaci sedativi, con lividi sul corpo e segni di bruciature, incapaci anche di affrontare una passeggiata.

Sono almeno cinque gli ospiti di questa comunità (oltre ad Anffas) i cui parenti hanno presentato esposti alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio che ha aperto un fascicolo, affidato al sostituto procuratore Nicola Rossato, per maltrattamenti e omessa custodia nei confronti dei vertici della cooperativa che gestisce la residenza di via delle Rose.

Il caso era già esploso sui quotidiani locali nei giorni scorsi e ieri sera se n’è occupata anche la trasmissione di Rai Tre “Chi l’ha visto” che ha intervistato la sorella di una ospite: «La scorsa estate sono andata a prelevare mia sorella che soffre di autismo dalla struttura per passare un periodo di vacanza con lei e, oltre a notare anomalie nel piano terapeutico – racconta la donna – , ho notato ecchimosi in varie parti del corpo che i responsabili della struttura avevano attribuito ad una caduta accidentale. Nessuno mi aveva avvisato del fatto che mia sorella sarebbe caduta se non quando ho fatto notare i segni sul suo corpo».

Oggi quella stessa persona, che un anno fa era sorridente e capace di interagire con gli altri, è ricoverata nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Legnano, incapace di comunicare anche con la sorella alla quale è sempre stata molto affezionata. Secondo la sorella  questo cambiamento potrebbe essere riconducibile a quanto avvenuto nella residenza sanitaria legnanese.

La conferma arriva anche dagli avvocati legnanesi Simone Rigamonti e Giulia Dosso che rappresentano gli interessi di due dei casi segnalati alla Procura oltre all’Anffas, come soggetto portatore di interessi per i disabili: «Il nostro studio ha incaricato un medico legale di verificare se vi sia una relazione tra il decadimento psicofisco di alcuni ospiti che si sono sentiti male e la presunta eccessiva sedazione praticata nella comunità. In un caso un ospite riportato a casa dai parenti ha avuto un arresto cardiaco che si presume possa essere connesso a questo abuso. Ci sono anche casi di lividi (che la cooperativa ha attribuiti a cadute, ndr) e bruciature sulle braccia».

Nel servizio di Chi l’ha visto ha parlato anche il responsabile della cooperativa, Celestino Zulato, che ha respinto le accuse dei parenti sostenendo che gli episodi raccontati non sarebbero avvenuti all’interno della struttura. Sarà ora la magistratura a dover giungere ad una conclusione sulla effettiva sussistenza di questi maltrattamenti mentre da qualche tempo la cooperativa Anteo avrebbe attuato una rotazione dei dipendenti impiegati a Legnano.

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 15 febbraio 2018
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