Riapre il Centro di Quartiere di via Aldo Moro 1

Dopo dieci anni i giovani delle famiglie residenti nelle case popolari tornano nello spazio pubblico grazie al progetto del Comune di Rescaldina e agli educatori dell’azienda consortile So.Le

centro di quartiere rescaldina

Dopo dieci anni ha riaperto i battenti il Centro di quartiere di via Aldo Moro a Rescaldina, che da qualche settimana è frequentato dagli studenti delle secondarie di primo e secondo grado residenti nelle case popolari Aler.

È uno dei primi risultati del progetto Integration_Machine, messo a punto dal Comune di Rescaldina, realizzato con gli educatori dell’azienda consortile So.Le e finanziato con i fondi ottenuti partecipando a un bando nazionale dedicato alle periferie delle aree metropolitane e a combattere marginalizzazione e fragilità sociale dei giovani.

A Rescaldina Integration_Machine, nei prossimi tre anni, punterà a far nascere dei centri di iniziativa giovanile partendo dalle case popolari, coinvolgendo i gruppi di giovani che si trovano spontaneamente nelle piazze e, in termini più generali, i giovani che incontrano maggiori difficoltà a realizzare il proprio progetto di vita.

Il lavoro è cominciato da un riferimento aggregativo del recente passato, l’ex centro di iniziativa popolare in via Moro, aperto dal 1996 al 2008, dove i ragazzi delle medie hanno concordato con i cinque educatori di So.Le di trascorrere alcuni pomeriggi ogni settimana per il sostegno nello studio a casa. Per gli studenti delle superiori, che si stanno contattando singolarmente in questi giorni, oltre a prestar loro aiuto nello svolgimento dei compiti, gli educatori svolgeranno un lavoro di orientamento.

«Tornare a far vivere il centro di via Moro ha significato riprendere una storia durata 12 anni durante i quali abitare in questi caseggiati non aveva più il sapore dell’emarginazione e del degrado ma piuttosto quello del sentirsi soggetti di cambiamenti concreti e di relazioni nuove fra persone” –dichiara Davide Colombo, oggi coordinatore del progetto e del team degli educatori ed educatore all’epoca del progetto “Prevenzione del disagio e dell’emarginazione giovanile”-. Abbiamo dovuto considerare la diversa composizione attuale degli inquilini delle case Aler rispetto ad allora e calibrare un’azione mirata per i ragazzi, che sono figli di famiglie con una storia di migrazione; la risposta è stata immediata. Pochi giorni dopo l’apertura, i ragazzi delle medie si sono presentati al centro e, adesso, lo frequentano con regolarità. L’obiettivo è aprire lo spazio alle famiglie per affrontare con loro i problemi connessi all’abitare, da quelli strutturali a quelli di integrazione. In questo senso è prossima la partenza di un corso di lingua italiana per le madri, servizio che ci è stato esplicitamente chiesto da loro. La logica di tutte le azioni è il coinvolgimento diretto e attivo degli abitanti del quartiere. In questo senso è importante riconoscere la determinazione dei residenti delle case popolari nel far ripartire questo progetto di quartiere».

Oggi nei 54 alloggi dei due caseggiati Aler di via Moro, accanto agli inquilini storici dell’insediamento, vivono 20 famiglie con una storia di migrazione alle spalle. In particolare, dei 14 ragazzi che frequentano le secondarie di primo grado, 11 sono di famiglie di origine non italiana; dei 22 studenti delle secondarie di secondo grado, 18 sono di famiglie di origine non italiana. Il progetto decollato negli anni Novanta si appoggiava a uno studio sulle percentuali di respinti fra gli studenti residenti nelle case popolari; oggi l’attenzione del progetto Integration_Machine guarda ai giovani che abbandonano la scuola senza aver conseguito un diploma di secondaria superiore. Un numero che, proiettando sulla popolazione di Rescaldina gli indici statistici nazionali e regionali sulla condizione giovanile riguardo alla dispersione scolastica e al fenomeno NEET (ragazzi che non studiano, non lavorano e non cercano lavoro), dovrebbe aggirarsi sui 250 abbandoni, dei quali 200 probabili NEET (stima sugli 846 giovani fra i 18 e i 24 anni censiti nel 2015 in paese).

Nelle scorse settimane si è svolto anche il lavoro di progettazione partecipata, che ha visto i cinque educatori di So.Le intervistare a domicilio le famiglie residenti nel complesso Aler di via Moro per raccogliere suggerimenti e idee finalizzati alla risistemazione del giardino dei condomini. Un tecnico incaricato dal Comune di Rescaldina ha poi sintetizzato e tradotto le indicazioni in un progetto esecutivo, ora in fase di gara: i lavori, dell’importo complessivo di 60mila euro, cominceranno ad aprile.

Il secondo punto cittadino interessato dalle azioni contemplate nel progetto è l’area ex Bassettino, luogo di ritrovo spontaneo per i giovani di Rescaldina e dove si originano i problemi tipici dati dalla presenza di gruppi numerosi. Il progetto prevede di riunire i ragazzi per rilanciare questo spazio centrale di Rescaldina come luogo di iniziative da loro stessi realizzate e rivolte a tutto il paese. Il primo passo è stato quello di riunire i ragazzi per organizzare meglio la raccolta dei molti rifiuti prodotti quotidianamente e la pulizia del luogo. L’attività di educativa di strada sarà svolta in altri luoghi di aggregazione giovanile spontanea.

Il terzo punto, il centro di iniziativa giovanile, all’interno degli spazi del negozio comunale di via Repetti, sarà inaugurato nelle prossime settimane con la prima fase del progetto; il laboratorio per imparare a rigenerare personal computer e altri strumenti elettronici considerati obsoleti. Il termine dei lavori di sistemazione dei locali è previsto per la fine di febbraio.

«Con questo progetto vorremmo che tutti si rendessero conto delle enormi potenzialità della nostra cittadina, in termini di impegno civico, vicinanza alla condizioni di fragilità e fiducia verso i giovani –commenta l’assessore alle Politiche sociali Enrico Rudoni–. Insomma, crediamo di aver fatto un grande passo in avanti per costruire quel senso di comunità che rimane il nostro principale obiettivo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 febbraio 2018
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore