Si è spento Ivo Scacciotti, mito della speleologia varesina

72 anni, da sempre abitante a Casbeno, aveva lì il suo laboratorio di tappezziere e falegname: ma per i varesini era molto più noto come speleologo, aveva formato generazioni di giovani

E' morto Ivo Scacciotti

Sì è spento nella notte del 15 febbraio 2018, dopo lunga malattia, Ivo Scacciotti.

72 anni, da sempre abitante a Casbeno, aveva lì il suo laboratorio di tappezziere e falegname, su cui si è sempre dedicato, dopo gli studi a Verona. Ma per i varesini era molto più noto come speleologo: è stato infatti tra i soci fondatori del gruppo Speleologico Cai di Varese, e ha addestrato numerose generazioni di speleologi, fin dagli anni 70.

La sua passione, oltre che alla formazione dei giovani speleologi, è stata dedicata principalmente all’Antro delle gallerie, una miniera medioevale o addirittura di età romana, posta in Valganna. La visitava settimanalmente, e nel corso dei decenni ha ripulito l’intera grotta e l’ingresso, che era semiostruito, rendendola visitabile.

Nel tempo, ha cercato anche la spiegazione speleologica di quella che è un vero e proprio mistero che per studiarlo è oggetto di molte visite da tutta Italia: partendo dalla frequentazione e dagli studi del prevosto della badia di Ganna don Frecchiami, che aveva pubblicato una relazione sull’argomento negli anni ’60.

Ha effettuato però anche altre importanti ricerche speleologiche, in Valceresio e al Campo di Fiori: la principale riguarda la grotta della Fratturaccia, nel parco Campo dei Fiori, da lui individuata nel 1988 insieme al collega speleologo Gianfranco Crugnola. Sempre negli anni 80, e sempre con Crugnola, aprì anche l’ingresso de “L’Abisso dei ciliegi” sul monte Rho ad Arcisate. Ha esplorato infine, tra l’altro, anche i rami nord del bùs del Remeron fino alla sala Mitzi, e la buca del Tasso, in Valganna, vicino alle sorgenti di Ganna.

Per chi lo conosceva e stimava, l’occasione per l’ultimo saluto è alla sala del Commiato, nel cimitero di Giubiano a Varese, alle 10.30 di venerdì 16 febbraio.

Gli amici del gruppo speleologico, che hanno già ripreso gli studi sull’antro in suo nome, hanno inoltre già annunciato diverse iniziative per fare memoria della sua attività speleologica: dalla pubblicazione ragionata dei suoi studi, alla istituzione di una bacheca informativa a suo nome alla badia di Ganna.

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 15 febbraio 2018
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