15 miliardi di euro in pranzi: ai lombardi piace mangiar fuori

Il Rapporto 2017 Ristorazione della Federazione italiana pubblici esercizi parla di settore in crescita. In Lombardia i clienti sono soprattutto uomini tra i 35 e i 44 anni

cuochi chef ristorazione

I lombardi non rinunciano al caffè al bar o alla cena al ristorante, anzi i consumi fuori casa in regione, come nel resto d’Italia, sono trainanti nella crescita della filiera agroalimentare italiana sul mercato interno.
In questo contesto, che a livello nazionale ha visto un incremento del 3 per cento a valore, la Lombardia gioca un ruolo da protagonista concentrando il 15,4 per cento delle imprese del settore.

Secondo il Rapporto 2017 Ristorazione della Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe), infatti in regione si trovano 50.675 imprese su un totale nazionale di 329.787 attività, di cui 24.836 ristoranti e 25.223 bar. Lo scrive il sito www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it

La Lombardia è seguita a distanza da Lazio (36.106 attivita’), Campania (31.360), Veneto (26.135), Emilia-Romagna (25.227), Toscana (22.105), Sicilia (21.301), Puglia (19.269).

Nel 2017 i lombardi hanno speso per mangiare fuori casa 14,9 miliardi di euro su un totale di oltre 83 in Italia. In regione il settore impiega circa 200mila lavoratori su un totale in Italia di oltre 1 milione.

CHI SONO I CONSUMATORI FUORI CASA – Un terzo dei frequentatori di bar e ristoranti è costituito dagli heavy consumer: uomini dai 35 ai 44 anni che assumono fuori casa 4-5 pasti alla settimana, meno di un terzo sono  average consumer (2-3 pasti alla settimana), in prevalenza uomini dai 18 ai 24 anni, mentre la maggior parte sono low consumer, donne di età superiore ai 64 anni che mangiano fuori 2-3 volte al mese. Per i lavoratori che utilizzano i pubblici esercizi per la propria pausa pranzo, determinante nella scelta del posto è la qualità del cibo. Sono molto importanti poi la vicinanza al luogo di lavoro, la rapidità del servizio e il prezzo.

FIDUCIA NEL FUTURO
I consumi nella ristorazione sono tornati ai livelli pre-crisi e c’è un clima di fiducia per il futuro, anche se il settore è caratterizzato da un elevato turnover imprenditoriale, seppur in progressivo calo. Dal 2014 al 2016 le imprese che hanno cessato l’attività in Lombardia sono passate da 4.336 a 4.078. In Italia da 27.422 a 26.313. La forma giuridica più diffusa è la ditta individuale, seguita dalle società di persone e dalle società di capitali

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 marzo 2018
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