Dai presidenti di Camera e Senato al Governo, cosa succede ora

Dopo il voto ecco le tappe dei prossimi giorni che attendono la politica. Il 23 marzo convocate le due camere del Parlamento

montecitorio

Concluse e archiviate le elezioni del 4 marzo è ancora molto lunga la strada da fare prima di vedere un nuovo Governo a palazzo Chigi, la sede dell’esecutivo a Roma.

Il risultato uscito dalle urne è tutt’altro che definito e nessuna delle forze politiche in campo ha i numeri per governare da sola. inoltre, a complicare ulteriormente le cose, c’è anche il fatto che l’attuale scena politica non lascia ancora intravedere possibili alleanze e dunque la strada è ancora tutta in salita.

LE TAPPE VERSO IL NUOVO GOVERNO:

Prima vengono le formalità: da mezzogiorno di martedì 20 marzo i neo eletti dovranno registrarsi in Parlamento per ricevere badge di accesso e codici per il voto.

Le porte delle due camere del Parlamento, Camera e Senato, si aprono ufficialmente alla XVIII legislatura il 23 marzo e il primo compito dei nuovi eletti sarà quello di eleggere i presidenti di entrambi i rami del Parlamento.

Elezione del presidente del Senato: La votazione è a scrutinio segreto. Viene eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Qualora nella terza votazione nessuno abbia riportato detta maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno al ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più anziano di età.

Elezione del presidente della Camera: Per l’elezione è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti nella prima votazione, la maggioranza dei due terzi dei voti nella seconda e la maggioranza assoluta dei voti dopo il terzo scrutinio.

palazzo madama

L’elezione dei due presidenti sarà il primo banco di prova delle forze politiche uscite dalle urne. L’elezione di queste due figure potrà dire molto delle strategie in atto per cercare di costituire una Maggioranza in Parlamento che attualmente, sulla carta, non è garantita da nessuno.

Dopo la convocazione delle due camere deputati e senatori dovranno anche indicare i propri gruppi di appartenenza ed eleggere i rispettivi capigruppo.

Terminate queste prime tappe, verosimilmente tra fine marzo e inizio aprile, arrivwranno le dimissioni formali del Presidente del Consiglio in carica che è Paolo Gentiloni. Quello sarà l’atto che darà ufficialmente il via alle consultazioni per la formazione di un nuovo Governo.

LE CONSULTAZIONI

quirinale

I rappresentanti dei gruppi parlamentari incontreranno il Presidente della repubblica Sergio Mattarella che dovrà essere informato della situazione in Parlamento.

L’obiettivo sarà quello di capire se esiste la possibilità di garantire una maggioranza parlamentare in grado di sostenere la creazione di un Governo. A seconda di quanto si prospetterà il presidente Mattarella potrà scegliere se dare ad una persona il mandato esplorativo (per cercare una maggioranza in Parlamento e formare un Governo) oppure dare un mandato pieno per la formazione del Governo.

In caso di esito positivo l’incaricato dovrà presentare la lista dei ministri al presidente della repubblica, giurare e presentarsi a Camera e Senato per ricevere il voto di fiducia. In caso di esito negativo si dovranno ricominciare le consultazioni.

In mezzo a questo percorso, dall’esito incerto e pieno di ostacoli, ci saranno importanti scadenze politiche nazionali ed internazionali a partire dal Consiglio europeo dei capi di stato e fino al cruciale appuntamento di politica economica: entro il 10 aprile dovrà essere approvato il Def, il documento di programmazione economica finanziaria.

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 13 marzo 2018
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