L’ombra dell’incompatibilità sull’elezione dei sindaci Tarantino e Galli

La norma ha subito più aggiornamenti: "sul punto la legge non è per nulla chiara - spiegano i sindaci - abbiamo accettato la candidatura nella convinzione di proseguire la carica"

leonardo tarantino dario galli

L’ombra dell’incompatibilità offusca l’elezione dei due sindaci Dario Galli di Tradate e Leonardo Tarantino di Samarate, entrambi eletti tra le fila della Lega alle elezioni del 4 marzo: Galli all’interno del listino proporzionale e Tarantino nel collegio uninominale di Busto della Camera.

Il dubbio sulla possibilità che possano mantenere sia la carica da sindaco che quella da parlamentare, che era la condizione con la quale entrambi spiegano di aver accettato la propria candidatura, arriva dalle norme che regolano le elezioni politiche.

Il manuale delle elezioni predisposto dagli uffici della Camera dei Deputati regola la materia sotto tre aspetti: l’incandidabilità, l’ineleggibilità e l’incompatibilità.

Posto che il primo non coinvolge la carica di sindaco, per l’ineleggibilità e per l’incompatibilità, invece, sono previsti dei capitoli specifici per i primi cittadini.

La norma sull’ineleggibilità (così come riporta il manuale a pag. 6) dice che:

“Sono ineleggibili alla carica di deputato e senatore: i presidenti delle giunte provinciali, i sindaci dei comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti”

Con ineleggibilità si indica espressamente l’impossibilità di eleggere in Parlamento i sindaci che rientrano in questa casistica ma non è questo il caso nè di Galli (Tradate ha poco meno di 19mila abitanti) nè di Tarantino (Samarate ha 16mila abitanti).

Il problema nasce invece sulla norma che regola l’incompatibilità (così come riporta il manuale a pag. 14):

Divieti di cumulo del mandato parlamentare con altre cariche sono inoltre previsti (…) con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi, alla data di indizione delle elezioni o della nomina, popolazione superiore a 15.000 abitanti.

Con questa norma il problema per entrambi i sindaci del Varesotto, in teoria, si pone sul serio perché sarebbero costretti a scegliere se concludere il proprio mandato a Tradate e Samarate oppure accettare quello alla Camera dei Deputati.

Il dubitativo, però, è d’obbligo perché la norma ha subito modifiche in momenti diversi e gli stessi interessati lamentano una certa confusione nel regolamento: «sul punto la legge non è per nulla chiara – spiega il sindaco Dario Galli – perché si sono accavallati alcuni aggiornamenti in fasi diverse. Quando ho accettato la candidatura lo ho fatto proprio nella convinzione di poter mantenere entrambe le cariche e così intendo fare. Se ci saranno delle contestazioni da parte della Giunta delle elezioni della Camera lo vedremo. Di sicuro non sarà un problema che si determinerà nell’immediato».

Dello stesso parere Leonardo Tarantino: «Ho davanti ancora due anni da sindaco e mi sono candidato alla Camera con l’intenzione di rispettare il mio mandato. Anche perché politicamente ritengo un valore aggiunto il fatto che un Comune di medie dimensioni come il nostro abbia un sindaco in Parlamento, può aiutare a portare attenzione e risorse al territorio».

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 14 marzo 2018
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da LATERESA

    sono la solita curiosa e mi chiedo a quale compenso rinunceranno? quello più alto o quello più basso

  2. apetraccone
    Scritto da apetraccone

    Chiacchiere… solo chiacchiere… cosa vuol dire “…valore aggiunto… avere un sindaco in Parlamento … portare attenzione e risorse al territorio…”.
    Stare in Parlamento non è come avere un bancomat speciale da utilizzare per il proprio comune! In Parlamento si va per compiere un operato utile a tutta la Nazione! Dove sta in senso civico di queste persone che pensano di andare in Parlamento solo per il proprio orticello. Secondo si sono candidati sapendo che in qualche modo con il “rosatellum” avevano buone possibilità di essere ripescati è tutta sta manfrina solo per prendersi altri soldi, perché non hanno ricevuto preferenze o voti diretti, non hanno un programma, non si sono visti nemmeno in giro a parlare. Sono dei schifosi insaziabili a cui piace il cadreggino… in particolare modo a quello dei due c’è già stato… non combinando nulla prima… ha voluto tornare sulla cresta per fare ancora la cresta…

Segnala Errore