I profughi lasciano via dei Mille, chiuso il centro di accoglienza della KB

Trasferiti a Bresso tutti i profughi ospitati nella struttura. "Ringraziamo la città ma siamo umani e non animali; qui non si poteva più stare", dicono

Si chiude con una processione di 4 pullman la storia del centro di accoglienza di via dei Mille a Busto Arsizio. Intorno a mezzogiorno di mercoledì 14 marzo, infatti, sono terminate le operazioni di trasferimento dei 135 richiedenti asilo ospitati nel grande centro gestito dalla KB srl.

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Fin dalle prime ore del mattino centinaia di valigie -per i più fortunati- e sacchetti o fagotti hanno riempito l’atrio dell’edificio e il marciapiede della via, pronti per lasciare la città. Destinazione: Bresso, prima tappa di un viaggio che vedrà poi ciascuno di loro assegnato ad altre realtà di accoglienza sparse per la Lombardia. «Siamo contenti di andarcene a Milano, anche se Busto con noi è stata una città meravigliosa -dicono alcuni mentre aspettano di salire sui bus- ma siamo umani, non animali».

Il riferimento è alle condizioni di vita nel centro (sulla cui gestione è stata aperta anche un’inchiesta della magistratura) che aveva portato più volte i ragazzi ospitati lì a protestare, arrivando a più casi di occupazione dell’edificio e anche ad una protesta plateale, passando una notte in stazione a Varese.

Ora tutto questo è finito. Il calo degli arrivi sulle coste italiane degli ultimi tempi ha portato alla liberazione di posti in altri centri di accoglienza e quindi i ragazzi di via dei Mille saranno riassegnati. Una procedura che si ripeterà nei prossimi giorni anche agli altri centri gestiti dalla Kb, anche perchè la società non ha partecipato all’ultimo bando della prefettura per la gestione dell’accoglienza. «Io sono molto contento che se ne vadano -dice il sindaco Emanuele Antonelli- non per me o per la città ma per loro. Vivere in questo centro era terribile perchè niente è a norma e anche l’ultima relazione dell’Asst lo ha certificato ancora una volta. Con questo tipo di accoglienza ci guadagnava una sola persona che non lo meritava per niente».

La chiusura del centro di accoglienza di via dei Mille

Ma se da un lato i richiedenti asilo sperano chiudere con un incubo, dall’altro c’è chi l’incubo lo sta iniziando. Si tratta dei dipendenti della Kb che entro la fine del mese rischiano di rimanere senza lavoro, circa un centinaio di persone tra assunti diretti e indotto. I più preoccupati sono la decina di assunti diretti dalla Kb ai quali poi si aggiungono una quarantina di ragazzi richiedenti asilo che hanno accettato un lavoro dall’azienda e per i quali l’incubo sarà davvero grande. Queste persone per lavorare hanno dovuto rinunciare all’accoglienza e quindi ora si ritrovano senza un tetto e senza lavoro. Nel centro di via dei mille sono una dozzina i ragazzi in questa condizione, lasciati a terra dai pullman in partenza. (LEGGI QUI)

A loro sembra che la Kb abbia dato il permesso a rimanere nella struttura fino a fine mese, ma poi dovranno lasciare il palazzo che -nei momenti di maggior afflusso- ha ospitato anche oltre 200 persone. Si aprirà a quel punto la questione di che farne di quell’edificio. La proprietà attuale è della Kb ma negli anni scorsi i gestori avevano preannunciato l’intenzione di donare lo stabile al Comune una volta finita l’emergenza. «Se lo faranno saremo ben felici di riceverlo» dice Antonelli, che però mette subito in guardia: «ora che l’emergenza è finita se i proprietari pensano di farci qualcosa di diverso sappiano che farò controllare fino all’ultimo cavo elettrico. E tutto dovrà essere a norma».

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 14 marzo 2018
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