Per riaprire la Moriggia servono subito i lavori. “Via libera all’intervento”

È arrivata la perizia: nessuna attività in vasca se non si mette mano al controsoffitto (e non solo). Cassani spinge per la riapertura prima dell'estate

Crenna, Moriggia, Ronchi a Gallarate: i luoghi  (inserita in galleria)

Il controsoffitto va messo in sicurezza, altrimenti non si riapre. È questa la conclusione a cui è arrivata la perizia disposta da Amsc per valutare le condizioni del salone delle vasche della piscina della Moriggia. Opere tutto sommato limitate, per quanto solo minimali: «Un costo irrisorio» dice il sindaco Cassani, che sembra ora voler superare le resistenze sulla riapertura nei prossimi mesi.

La perizia era attesa ormai da giorni ed era prevista proprio per questa settimana, come emerso anche nell’ultimo consiglio comunale. Un passaggio obbligato, per capire come procedere nelle prossime settimane e in attesa di un intervento complessivo di ristrutturazione dell’impianto che ancora non si vede all’orizzonte.

La perizia ha registrato il parziale sfaldamento dell’intonaco (nella zona a Nord dell’edificio), mentre alcune campate della controsofittatura mostrano un po’ di corrosione. C’è poi un problema più diffuso: molti pannelli portano tracce evidenti di umidità accumulata (forse dai tubi del riscaldamento, forse per infiltrazioni dal testo). Nel complesso, in queste condizioni, un po’ tutti i pannelli finiscono ad essere a rischio di distacco. Insomma: il problema che ha portato alla chiusura precauzionale rischierebbe di ripetersi ancora. Per questo la conclusione è perentoria: è “necessario mantenere in essere la sospensione di ogni tipo di attività”.

Come era già stato ipotizzato, però, anche la perizia propone interventi provvisori di sistemazione, che garantiscano la sicurezza. Vale a dire: la rete di protezione con tessuto in grado di trattenere anche polvere, al di sotto della controsoffittatura.

Poi c’è un altro capitolo: nel corso dei sopralluoghi è emerso anche un problema sotterraneo: nello spazio interrato (“cunicoli”) tra i muri sotterranei dell’edificio e le vasche sono stati notate tracce evidenti di corrosione delle barre di armatura. Per evitare problemi anche qui, la perizia propone la puntellatura doppia di ogni trave del pavimento che sostiene l’interrato.

Quanto vale l’intervento-tampone? Circa 25mila euro, 20mila euro per la rete al controsoffitto e 5mila per puntellare i cunicoli. Che servirebbero appunto a garantire una riapertura nei mesi primaverili, “traghettando” verso la stagione estiva in cui si usa la vasca all’aperto. Ne vale la pena? «Il Cda metta in atto le misure necessarie per rendere operativo l’impianto natatorio» conclude il sindaco Andrea Cassani. «Il costo dell’intervento è irrisorio rispetto ai costi di gestione normali dell’impianto, non credo ci si debba pensare oltre».

Insomma: dal municipio sono convinti che si debba riaprire, per salvare il servizio almeno nei prossimi mesi. Sul bando di rinnovo in project financing, poi, si troverà una quadra.

Il caso-Moriggia ha creato anche qualche tensione tra Cassani e Amsc, in particolare dopo le fughe di notizie sul costo degli interventi, finite sulle pagine dei giornali andati a caccia di dettagli. Un episodio «che mina la fiducia che avevo nel Cda», dice il sindaco. Che si lascia sfuggire l’ipotesi di una revisione della governance dell’azienda: «Forse vale la pena ipotizzare un amministratore unico, così che non si possa fare lo scaricabarile sulle responsabilità».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 13 marzo 2018
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