Al via il processo a Leonardo Cazzaniga, il medico che credeva di essere Dio

Insieme all'anestesista accusato di 14 omicidi a giudizio anche altri cinque medici e dirigenti dell'ospedale. Tra le parti civili presente anche l'infermiera Leto

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Si è aperto questa mattina, venerdì, il processo in Corte d’Assise per gli 11 omicidi avvenuti all’interno dell’ospedale di Saronno e per i tre omicidi verificatisi all’interno della famiglia dell’infermiera Laura Taroni (già condannata per la morte del marito e della madre). La corte è composta dal presidente della sezione penale Renata Peragallo, dal giudice a latere Rossella Ferrazzi e dai giudici popolari. A rappresentare l’accusa c’erano il procuratore capo Gianluigi Fontana e il sostituto Maria Cristina Ria.

I nomi delle vittime in famiglia

Il principale imputato è l’ex-viceprimario del Pronto Soccorso dell’ospedale di Saronno Leonardo Cazzaniga al quale sono stati attribuiti 11 omicidi di pazienti attraverso la somministrazione di farmaci anestetici e l’omicidio di Massimo Guerra, Luciano Guerra e Maria Rita Clerici: rispettivamente marito, suocero e madre di Laura Taroni.

I nomi delle vittime in ospedale

Le vittime in corsia sono Pietro Oliva, Federico Mascazzini, Mario Volontè, Virginia Moneta, Giacomo Borghi, Antonietta Balzarotti, Pier Francesco Ferrazzi,  Giuseppe Vergani, Luigia Lattuada,  Antonino Isgró, Angelo Lauria.

Gli altri imputati

Oltre al medico simbolo di questo processo sono a processo anche coloro che non hanno scelto riti alternativi. Si tratta di alcuni dirigenti e alcuni dei membri della commissione medica che doveva indagare sul medico anestesista e sono il direttore dell’ospedale di Saronno Roberto Cosentina, la dottoressa Maria Luisa Pennuto, l’ex-primario del Pronto Soccorso Nicola Scoppetta e il direttore medico Paolo Valentini, per i reati di favoreggiamento e omessa denuncia mentre il medico Giuseppe Di Lucca solo per omessa denuncia relativamente ad un paziente.

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Nella foto Clelia Leto con il suo legale

In aula la grande accusatrice Clelia Leto

Nessuno di questi era in aula stamattina al fianco dei propri legali mentre era presente il Cazzaniga, apparso piuttosto sereno, alcuni parenti delle vittime e la grande accusatrice Clelia Leto che denunciò sia all’interno dell’ospedale (insieme ad un collega) che ai carabinieri quanto stava avvenendo nella struttura sanitaria saronnese. L’infermiera ha fatto sapere tramite i propri legali che non parlerà con i media almeno fino a quando non avrà deposto come teste in aula.

Le parti civili

Nell’udienza di questa mattina sono state ammesse altre parti civili tra le quali l’Ordine dei Medici di Milano e Irma Guerra (sorella di Luciano), mentre sono state respinte le richieste avanzate dal Codacons, dal Tribunale dei diritti del Malato, del Codacons Lombardia. Compare sia come parte civile che come responsabile civile, infine, l’Asst Valle Olona.

È stato anche stabilito un calendario di udienze che proseguirà fino alla fine di luglio con due udienze a settimana per l’audizione dei testi di accusa e difesa ma prima bisognerà attendere un mese per la notifica dell’avvenuta unificazione dei vari filoni dell’inchiesta in un unico processo.

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di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2018
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