Appena inaugurato e già minacciato da tre incivili, Alberto Mayer difende il parco

Il parco intitolato al padre, Saverio Mayer, è già sotto attacco da parte di qualche anonimo. L'appello al Comune: "Servono illuminazione e telecamere"

rifiuti parco mayer busto arsizio

A pochi giorni dall’intitolazione a Saverio Mayer del bosco da 10.000 metri quadri tra via Rosolino Pilo, via Turbigo e via Busona, ripulito dal figlio Alberto e da alcuni amici volontari, ecco che qualche sporcaccione ha già deciso di provare a rovinare questo pezzo di città strappato al degrado e donato alla cittadinanza.

La denuncia è dello stesso Alberto Mayer che in questi mesi si è dedicato anima e corpo a questa iniziativa, premiata dall’amministrazione comunale con tanto di cerimonia e posa di un cartello che inserisce il grande dirigente della Ibici tra le “pietre vive” della città, l’iniziativa che ricorda personaggi importanti di Busto Arsizio.

Mayer chiede all’amministrazione di non fermarsi all’intitolazione ma di investire sulla sicurezza per evitare che si ritrasformi in un’area degradata.

Ecco cosa scrive su una delle pagine facebook dedicate a Busto Arsizio:

Dopo i ringraziamenti a tutti coloro cha hanno consentito la realizzazione del Parco Mayer (che tecnicamente presenta ancora lavori in corso) dobbiamo tornare alla realtà quotidiana che ci fa scontrare con alcune persone “RECIDILLI” che sistematicamente abbandonano i loro rifiuti personali sia in Via Turbigo che sul lato di Via Rosolino Pilo. Ho potuto notare per esempio che in via Pilo c’e’ sempre un pannolone extralarge (non nuovo) più sigarette e amenità varie…
Credo che le persone che fanno questo schifo siano realmente solo due o tre e non decine.
Le foto si riferiscono agli abbandoni delle ultime 36 ore

Vista anche la vicinanza a due scuole e un passato recente che contemplava frequentazioni un po’ (molto) dubbie spero che le autorità prendano in considerazione sia l’illuminazione mancante (già segnalata in comune) che un impianto di video sorveglianza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2018
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