Basta schiacciare i rospi con l’auto: segnalate dove attraversano

Da oltre un mese è iniziata la “grande migrazione degli anfibi” verso le aree umide. L'appello della Lipu che da anni sta eseguendo la "mappatura" delle aree a rischio

Gli anfibi della provincia di Varese

È ormai da più di un mese che rane, rospi, salamandre e tritoni si sono svegliati dal loro “letargo” e si sono messi in viaggio per raggiungere i luoghi di riproduzione, che sono costituiti dalle aree umide: spesso è sufficiente un piccolo specchio d’acqua, anche stagionale o di pochi metri quadri, immerso tra carici e canne di palude, per attirare questi piccoli anfibi.

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La provincia di Varese è ricchissima di aree umide, sia grandi che piccole, e questo rende le migrazioni degli anfibi un fenomeno fondamentale del nostro ecosistema. Tuttavia persiste, ormai da anni, un grave problema: tra i siti di riproduzione e i rifugi invernali, che sono di norma boschi ed aree semi-naturali nel raggio di qualche centinaio di metri, l’uomo ha costruito molte strade. Enormi serpentoni di asfalto che, con l’intenso traffico veicolare, pongono un ostacolo insormontabile per queste piccole creature: ogni anno sulle nostre strade muoiono migliaia e migliaia di anfibi, spesso femmine, poiché gravide e quindi più lente nell’attraversare le strade.

I primi a muoversi sono le così dette “rane rosse”: incuranti delle basse temperature, anche sotto i 5°C, escono dai loro rifugi invernali e si incamminano alla ricerca di stagni e paludi dove poter deporre le uova. DI questo gruppo fanno parte la Rana temporaria, la Rana dalmatina e la Rana di Lataste.

Poco dopo è il rospo comune a fare la sua comparsa, quando le temperature si alzano sopra i 7°C: il Bufo bufo, questo è il suo nome scientifico, ed è l’anfibio più grande che vive nella provincia varesina. È meno aggraziato ed agile delle rane e quando si muove lo fa camminando a mo’ di bulldog o, se in pericolo o infastidito, saltellando goffamente.

Più o meno nello stesso periodo si mettono in marcia anche tritoni e salamandre che, nell’aspetto, ricordano un pochino le lucertole, se non fosse che sono decisamente più lente, meno scattanti e hanno la pelle costantemente umida.

Le ultime a muoversi, in primavera inoltrata, sono le rane verdi, che sono ancora più legate agli ambienti palustri poiché, oltre che per la deposizione delle uova, gli adulti rimangono negli acquitrini per tutta la durata della bella stagione, al contrario di rospi, salamandre e rane rosse.

Tutti questi animali hanno una caratteristica in comune: necessitano di aree umide per riprodursi (stagni o torrenti).

Ma esistono delle soluzioni a queste “stragi silenziose”: interventi molto semplici a basso costo. Molti di questi interventi sono stati già eseguiti con il progetto LIFE TIB, ma ci sono ancora molti altri punti interessati.

Ecco cosa è possibile fare con interventi a difesa degli anfibi, sia preventivi sia di emergenza:

  • censire i punti di attraversamento su strade non protetti: in questo è fondamentale la segnalazione dei cittadini
  • realizzare dei sottopassi, barriere fisse e fossi lungo i tratti di strada attraversati dagli animali. Soluzione valida sia per nuove strade sia per quelle già esistenti, magari adattando canali di scolo dell’acqua preesistenti
  • posizionare barriere mobili ad opera dei volontari che andranno a raccogliere e trasferire gli animali manualmente
  • creare pozze atte alla riproduzione, lontane da vie stradali
    evitare progetti antropici che prevedano la distruzione degli habitat umidi, spesso sottovalutati ma di primaria importanza per l’ecosistema
  • bloccare momentaneamente il traffico sulle strade di secondaria importanza nelle ore di attraversamento.

Gli anfibi, specialmente rane e rospi, compiono le loro brevi migrazione in massa, spesso concentrate in pochissime sere durante le piogge. Inoltre, buona parte si mette in moto durante le 3- 4 h successive al tramonto. Ciò renderebbe possibile, su segnalazione degli esperti, chiudere temporaneamente le strade di scarso interesse viabilistico, come già altri paesi europei fanno, per consentire un attraversamento sicuro degli animali.

Perché è importante salvare gli anfibi, oltre al valore del mantenimento di biodiversità?

Gli anfibi sono parte integrante della catena alimentare: i girini, alimentandosi di alghe, tengono puliti gli stagni, mentre gli adulti sono fondamentali perché si nutrono di grandi quantità di insetti fastidiosi. Sono poi bio-indicatori della qualità degli ambienti acquatici e terrestri: la loro pelle, permeabile, può assorbire facilmente ogni sostanza inquinante, per questo la loro presenza è un indicatore dello stato di salute degli ambienti e delle acque in cui vivono.

Per segnalazioni potete scrivere a: varese@lipu.it – gallarate@lipu.it oppure tramite la pagina facebook Lipu Varese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2018
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