Cianci (Uil polizia): «Una riforma che ha prodotto tensioni»

Il sindacato di polizia traccia un quadro della situazione del comparto sicurezza e di quelle che caratterizzano la  provincia

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Oggi compie 37 anni la legge 121 del 1981, che ha rinnovato coraggiosamente la struttura della polizia di Stato e articolato il coordinamento delle forze di polizia, architrave del sistema della sicurezza nel nostro Paese. Nella ricorrenza, anche quest’anno la Uil Polizia di Varese oltre a ricordare pubblicamente l’importanza di una legge che ha avviato quel processo di modernizzazione istituzionale che è stato necessario al raggiungimento degli attuali standard di sicurezza europei, traccia il profilo delle questioni principali che animano il comparto sicurezza e di quelle che caratterizzano la  provincia.

«Sul piano nazionale l’argomento di maggiore evidenza è quello della revisione dei ruoli: secondo il mandato legislativo del 2015 si doveva rivedere la disciplina sullo stato giuridico e sulla progressione in carriera, tenendo conto del merito e delle professionalità – spiega Francesco Cianci segretario Uil Polizia -. Questo mandato è stato disatteso e il governo Gentiloni ha voltato le spalle alle giuste aspettative di tutto il personale dei ruoli operativi delle Forze di Polizia, introducendo dei meccanismi di avanzamento ancora di più veloci per le carriere e le retribuzioni dei ruoli direttivi (funzionari ed ufficiali), mentre per il personale dei ruoli operativi (non direttivi) i meccanismi di progressione professionale sono stati appesantiti e complicati».

Secondo la segreteria della Uil Polizia, sarebbe dunque una riforma ingiusta, che ha prodotto malessere e tensioni e sarà ragione di contenzioso all’interno della categoria almeno per i prossimi 20 anni.

«Passando all’ambito locale – continua Cianci –  per quanto la Questura costituisca il motore della sicurezza per l’intera provincia, anche lo scorso anno abbiamo registrato importanti criticità in tema di trasparenza nella gestione del personale e nelle assegnazioni degli incarichi, che impegnano il sindacato in una forte azione di contrapposizione. Quello che però in ambito provinciale risulta essere il problema più direttamente avvertito dai cittadini e il più rimarcato dalla cronache, è quello della riduzione dei servizi di sicurezza sul territorio. Ad esempio, nessun miglioramento si è registrato per quanto riguarda la sicurezza stradale, e siamo al punto che la sezione polizia stradale di Varese è in grado di schierare al massimo 5 operatori pattuglianti al giorno, cioè solo due pattuglie sulle  24 ore».

Criticità, secondo Uil Polizia, ci sono anche in tema di criminalità informatica che spesso ha connessioni dirette con la criminalità organizzata. «A Varese la sezione polizia postale che dovrebbe costituire il centro dell’azione di contrasto per l’intera provincia, è di fatto stata ridotta a un involucro vuoto, in conseguenza della costante riduzione dell’organico adottata dal Ministero in questi anni. Evidenti effetti negativi sono venuti anche da riduzioni nella continuità del servizio da parte della polizia ferroviaria, non determinate da riduzioni dell’organico. Rispetto a queste problematiche, che non ci appaiono per nulla trascurabili o secondarie per le strategie di sicurezza di questa provincia, l’assenza di risposte da parte delle autorità locali arriva ad apparire addirittura allarmante».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2018
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