Cuveglio-Duno, nasce il comitato del “No” alla fusione

Presidente Alessandro Rossi che specifica: “Ci scioglieremo un giorno dopo il referendum per il nuovo comune”. Presto iniziative sul territorio

cuveglio

«La nostra posizione? Semplice: questa fusione non s’ha da fare!». Alessandro Rossi ha da poco inviato una mail dove si firma come “Presidente del comitato cittadino spontaneo – No alla fusione con Duno” per informare della nascita di questa nuova entità «che nulla ha a che fare con la politica, ma che ha tra gli obiettivi quello di raccogliere le firme contro questo procedimento di fusione fra i due comuni».

Il momento propizio scadeva, per Rossi, alle 13 di oggi, martedì 3 aprile giorno in cui, secondo l’avviso ai cittadini del Comune di Cuveglio, chiunque avesse avuto intenzione di sollevare osservazioni e proposte di modifica sul quesito referendario e sul nome del nuovo comune avrebbe potuto farlo.
La mail in posta certificata è stata inviata e viene dato parere contrario sia al testo del quesito referendario (“Volete che i comuni di Cuveglio e Duno siano unificati?”), sia al quesito legato alla scelta del nome del nuovo comune: “Valcuvia” o “Cuveglio Duno”?

«Nel corso dei mesi il Comitato spiegherà i motivi di questa contrarietà» scrive Rossi, che specifica di avere molti alleati nella sua battaglia contro questo progetto: «La minoranza consigliare in primis – spiega al telefono – ma anche molti, moltissimi cittadini che non vedono di buon occhio la fusione con Duno».
Nelle prossime settimane si procederà alla raccolta firme, come anticipato. Poi verranno fatte assemblee pubbliche e campagne di sensibilizzazione coi gazebo.

«Raccogliamo il malcontento di chi non vede di buon occhio la possibilità di una ricandidatura dell’attuale sindaco di Cuveglio Giorgio Piccolo, ma anche di chi è semplicemente deluso da questa amministrazione» – spiega Rossi, candidato sindaco nel 2000 e nel 2005, leghista della prima ora poi confluito in An e oggi nel Movimento Cinque Stelle. «Ma, lo specifico, non siamo un movimento politico. Nel Comitato non si fa politica. E ci scioglieremo il giorno successivo al referendum».

Rossi si riferisce ad un tassello fondamentale della procedura di fusione che riguarda la consultazione referendaria, da farsi presumibilmente entro il 30 settembre prossimo: solo con esito positivo l’iter procedurale proseguirà in Regione. L’ultima parola passerà quindi dai cittadini e le fazioni del sì e del no affilano le armi.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 03 aprile 2018
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