Il digitale ha cambiato luoghi e tempi di lavoro

Le esperienze di Elmec e di Stanley Black & Decker Italia al workshop “Le frontiere dell’innovazione” organizzato da Univa

Economia generiche

L’avvento del digitale ha modificato le fabbriche e le modalità di lavoro. Parlare dunque di frontiera dell’innovazione, tema a cui Univa ha dedicato un ciclo di workshop relativi al cambiamento dei processi, dei tempi e dei luoghi di lavoro, significa misurarsi con nuove sfide e anche nuovi limiti.  «L’obiettivo che ci siamo dati con questo nuovo ciclo di incontri è di entrare direttamente nelle aziende e capire come i loro percorsi di trasformazione digitale stiano trasformando non solo il loro business, ma anche la loro organizzazione, la gestione delle risorse umane e degli spazi» spiega il responsabile delle aree economiche dell’Unione Industriali, Marco De Battista, nel presentare il secondo appuntamento alla Elmec, azienda di Brunello specializzata nel fornitura di servizi informatici.

LA PERSONA È ANCORA AL CENTRO DEL SISTEMA
«La tecnologia va sempre calata nel concreto e considerata per l’utilizzo che se ne fa e in relazione alle persone che devono usarla» dice Rinaldo Corti (foto sopra), amministratore di Elmec. La tecnologia è un fattore abilitante, ma ciò che conta è la persona. «La risorsa umana – continua Corti – sarà sempre strategica con la sua capacità di mettersi in gioco, di cambiare approccio ogni qualvolta lo richieda un cliente o un contesto».

Per un’azienda come Elmec, che dà lavoro a circa 700 persone con un’età media di 34 anni, un primo limite con cui confrontarsi è la presenza in azienda di collaboratori che appartengono a diverse generazioni. «Da noi convivono manager che hanno superato i 50 anni con lavoratori di 20 – spiega Roberto Trentini, responsabile delle risorse umane dell’azienda di Brunello -. È evidente che non possono essere trattati allo stesso modo ed è per questo che facciamo corsi di age management e tanta formazione».

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Roberto Trentini

FORMARE I TALENTI
Attrarre talenti in azienda e trattenerli, non è per niente facile. Elmec ha messo a punto un programma (#elmec4edu) che prevede due percorsi: il primo, interno all’azienda, il secondo, orientato a scuole e università, non solo della provincia di Varese o della vicina Milano. Molti candidati arrivano infatti da altri territori, soprattutto dalla Puglia, in particolare da Bari a Taranto, ma anche da Perugia, PadovaCrema e Brescia. Nell’azienda di Brunello si lavora 24 ore su 24, sette giorni su sette, naturalmente facendo turni. Si fa consulenza con cuffie e computer, un’immagine ben lontana dallo stereotipo del consulente che gira con la macchina di lusso per andare a visitare i clienti. «È un lavoro interessante – sottolinea Trentini – perché i nostri clienti sono internazionali e s trovano in ogni angolo del mondo. I collaboratori devono studiare tanto perché quando si arriva in Elmec si inizia un cammino che è fatto di formazione tecnica e competenze trasversali. Per esempio, ai ragazzi dell’help desk facciamo fare corsi di  tecniche teatrali perché in determinate condizioni devono anche saper improvvisare».

Se allevare talenti in azienda è difficile, altrettanto difficile è convincerli a restare. Essere attenti alle attitudini dei propri collaboratori consente alle aziende di far crescere al proprio interno le persone che andranno a ricoprire posizioni manageriali di livello superiore, dando così al giovane una prospettiva di crescita interna. Ciò che spesso fa la differenza nella scelta di restare non è solo lo stipendio, ma quello che l’azienda propone per migliorare la qualità della vita del lavoratore. Elmec, per esempio, promuove una serie di azioni per il benessere dei dipendenti, per generare un clima aziendale positivo e un bilanciamento con la vita privata, attraverso una serie di servizi che vanno dalla palestra alla mensa, dai gruppi di acquisto alle convenzioni, dal ritiro della spesa in azienda al servizio di lavanderia, dalle lezioni di inglese ai corsi di soft skills.

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Giovanni Minuti

DAL POSTO DI LAVORO ALLA DIGITAL WORKPLACE
Il digitale ha portato un cambiamento radicale nel modo di lavorare, come spiega  Giovanni Minuti, da 27 anni alla Elmec e attualmente responsabile della business unit che si occupa di servizi workplace. «La postazione di lavoro tradizionale non esiste più – dice il manager – Adesso parliamo di digital workplace, una serie di interazioni continue tra persone, organizzazioni e tecnologia. L’approccio che abbiamo adottato, sia al nostro interno che con le aziende delle quali siamo partner, è quello people-centric, dove le esigenze dell’utente sono al centro. Prima fra tutte la possibilità di lavorare in mobilità, in Italia come all’estero, seguendo diversi fusi orari. Per questo è necessario disporre di strumenti di lavoro digitali user-friendly, sempre funzionanti che garantiscano allo stesso tempo efficienza e sicurezza nell’accesso dei dati».

IL CUSTOMER SERVICE ANTICIPA LE LAMENTELE
Il digitale non sta intaccando solo il mondo delle imprese informatiche. I paradigmi vengono stravolti anche nei settori più manifatturieri, come quello della produzione di utensileria, profondamente radicato sul territorio varesino come testimonia la presenza, con lo storico marchio Usag, di Stanley Black & Decker Italia Srl. «La più grande trasformazione che ha vissuto in questi anni la nostra azienda – ha spiegato durante l’incontro, Daniele Turato, service manager Stanley Black & Decker Italia srl – ha riguardato l’approccio con il cliente». Il customer service diventa core business: «Fino a due anni fa l’attività di questa branca aziendale era quella di gestire le lamentele, oggi è quella di anticiparle. Di prevedere il problema, avvisare il cliente e aiutarlo a risolverlo prima che sia lui a porlo alla nostra attenzione».

Ciò presuppone che per un’azienda manifatturiera «stia diventando sempre più importante, un’attività centrale per dare maggior valore al prodotto: i nostri clienti non vogliono solo un trapano, ma un trapano che funzioni». E quando non funziona più, che ci sia al suo fianco chi lo ha prodotto. Così chi chiama la Stanley Black & Decker viene indirizzato in breve tempo alla risposta giusta, grazie a un sistema Crm evoluto. Non solo: il post-vendita e le riparazioni sono gestiTe tutte tramite sito web. La tracciatura digitale delle spedizioni degli acquisti, inoltre, permette una gestione in tempo reale della consegna «con un effetto traino di miglioramento delle performance dei corrieri a cui ci appoggiamo». In pratica: «Il nostro sistema digitale non permette di migliorare solo le prestazioni della nostra azienda, ma anche quella dei nostri fornitori».
Come dire: l’impresa 4.0 rende intelligente anche tutta la filiera.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2018
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