A fuoco l’edicola di Avigno, «incendio doloso»

L’allarme scattato questa notte quando un gruppo di giovani ha chiamato i carabinieri. L’esercizio aperto da soli quattro giorni

A fuoco l\'edicola di Avigno

Un rumore forte, poi forse i passi di qualcuno che fuggiva. Subito dopo le fiamme ed il fumo che ha messo fuori gioco l’edicola di Avigno aperta solo da qualche giorno.

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Questo è ciò che hanno riportato ai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Varese alcuni ragazzi che questa notte attorno alle 3 hanno composto il 112 per allertare i soccorsi: «C’è fumo che esce dall’edicola, quella appena aperta».
Sul posto oltre alla macchina di servizio dei militari si è recata anche una partenza dei vigili del fuoco del comando cittadino che rapidamente ha spento quello che tecnicamente è un principio d’incendio, ma che di fatto ha causato pesanti danni all’interno della struttura.

«Ora i carabinieri hanno messo i sigilli, ci hanno detto che dovremo rimanere chiusi per almeno un paio di giorni», racconta Paola Milani, proprietaria del chiosco che vende giornali e affini, rilevata in società con un’altra persona prima di Pasqua «ma avevamo aperto da pochi giorni, da martedì scorso, dopo Pasquetta».
Ora all’interno del negozio sono presenti solo giornali da buttare perché affumicati o bagnati dagli idranti.

L’edicola apre tutti i giorni dalle 6.00 alle 19.00 e i proprietari fanno a turno dietro il banco e anche nella serata di ieri, sabato, la serranda è stata abbassata all’ora di cena. Oltre alla pesante chiusura metallica, l’interno del chiosco è protetto da una porta, trovata aperta.

«I ragazzi che stavano nel parcheggio del capolinea dell’autobus devono aver sentito qualche rumore proprio legato al muoversi della serranda e si sono insospettiti, e per fortuna hanno dato l’allarme. Poi mi hanno anche avvisata, mi conoscono e sono corsa qui poco dopo» continua Paola.

Sospetti non ce ne sono, anche se non ci sono dubbi sull’origine dolosa: indagano i carabinieri. Non è quindi solo qualcuno di passaggio che ha lanciato un mozzicone in una catasta di giornali: per come si sarebbero svolti i fatti, si tratta della volontà di incendiare un esercizio che ha recentemente cambiato gestione, quindi un segnale preoccupante.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 08 aprile 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Italia: ovverosia la Calabria Saudita Unita, stessi metodi intimidatori e mafiosi…da Bolzano fino a Pachino.

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